Cronaca
ORE DECISIVE

Crisi Rt: azienda e sindacati giocano l'ultima carta della impignorabilità dei beni per sopravvivere

Impignorabilità delle somme publiche, ma anche possibilità di sbloccare le somme, durante la procedura di concordato

Crisi Rt: azienda e sindacati giocano l'ultima carta della impignorabilità dei beni per sopravvivere
Cronaca Imperia, 10 Novembre 2021 ore 12:50

Sindacati e azienda giocano l'ultima carta per proseguire il servizio

Impignorabilità delle somme publiche, che servono a garantire un servizio pubblico, ma anche possibilità di sbloccare le somme, nel periodo che intercorre tra l'inizio e la fine della procedura di concordato. E' questa l'ultima spiaggia legale a cui sono aggrappati sindacati e azienda Riviera Trasporti (Rt), per evitare che la società incaricata del trasporto pubblico in provincia di Imperia si fermi, perché senza soldi per proseguire, a fronte del pignoramento di 5 milioni da parte del tribunale. E' quanto emerso, stamani, nel corso di un vertice in Prefettura a Imperia, apertosi alle 10.30 e interrotto verso le 12, per essere aggiornato nel tardo pomeriggio. La decisione del giudice per le esecuzioni sull'istanza di sblocco delle somme, infatti, è stata posticipata al prossimo 24 novembre, ma i sindacati sono categorici: "Dateci oggi una risposta o siamo costretti a fermarci".

Le dichiarazioni si presidente di Rt, Giovanni Barbagallo

"Abbiamo ipotizzato due strade - ha affermato il presidente di Rt, Giovanni Barbagallo, all'uscita della Prefettura - una è quella del vizio di forma, che riguarda la impignorabilità di somme pubbliche che servono per un servizio pubblico essenziale. Un'altra strada che sta emergendo, riguarda le somme che Rt deve ricevere dalla Provincia, da dopo l'inizio della procedura di concordato. La Provincia sta valutando, se questa procedura basata sulla legge fallimentare, può sbloccare le somme successive all'inizio dell'iter di concordato, anche perché è ovvio che il tribunale, non può da una parte autorizzarti a presentare un piano in 4-6 mesi e dall'altra non consentire il proseguo della attività dell'azienda, bloccando le somme mirate solo a svolgere il servizio pubblico essenziale. Siamo in attesa attesa di sbloccare questa situazione, queste ore serviranno per approfondire questo aspetto giuridico".

Parla il prefetto di Imperia, Armando Nanei

Ottimista il prefetto di Imperia, Armando Nanei: "Le parti hanno deciso di aggiornarci nel pomeriggio, perché aspettiamo delle informazioni. Il clima è serio, ma penso ci possa essere uno sbocco positivo. Anche se la sentenza ha rinviato la decisione, potrebbero esserci altre possibilità per andare incontro alle esigenze delle maestranze. La parola ottimismo non deve mai mancare".

La parola ai sindacati

Preoccupazione da parte dei sindacati: "Attendiamo un parere che potrebbe permettere alla Provincia di sbloccare i pagamenti - afferma Fabrizio Ioanna (Fit-Cgil) -. Si sono presi quarantotto ore, ma noi abbiamo detto che la risposta la vogliamo assolutamente oggi e da qui non usciamo senza garanzie. Ci devono dire se da qui al 24 novembre, senza queste somme, l'azienda sta in piedi".

Per Marco Ghersi (Fit-Cisl): "I dipendenti hanno preso mille euro in settanta giorni e se ne attendiamo ancora trenta, diventano mille euro in cento giorni. Sfido chiunque a vivere con mille euro in cento giorni. Oggi vogliamo una risposta, altrimenti non c'è servizio. L'azienda non ha neppure i soldi per il gasolio o i ricambi. A questo punto conviene che fallisca l'azienda, almeno prendiamo la disoccupazione, ma lavorare senza soldi non va bene. Avere dei colleghi, che poi vanno a fare dei prestiti e si mettono ancora nei guai, io non ci sto".

Enrico Parodi (Uil): "Abbiamo cercato di fare capire che oggi vogliamo una risposta. Lo stress accumulato noi, non è paragonabile a quello dei nostri colleghi. Hanno chiesto quarantotto ore, ma non abbiamo più potuto darle. Non diamo colpa a nessuno, ma devono prendersi la responsabilità di pagare".

Bruno Zumbo (Faisa-Cisal): "Basta promesse o finte garanzie, vogliamo una risposta, perché non riusciamo più a stare senza stipendio".

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