Crowdfunding su GoFundMe per riportare Giancarlo Rubini, 75enne di Pieve di Teco, in Italia, attualmente ricoverato in condizioni drammatiche all’estero.
Crowdfunding per riportare Giancarlo a casa, colpito da un infarto in Thailandia
A lanciare la raccolta fondi il genero Mattia Bertone, marito della figlia Sabrina. L’uomo è ricoverato in Thailandia, a Phitsanulok, in terapia intensiva e condizioni critiche, in seguito a un malore che lo ha colpito nel paese del Sud Est Asiatico. I costi sanitari sono altissimi: la terapia intensiva ha un costo di circa 4.500 euro al giorno. La famiglia comunica di avere già superato la cifra di 27.000 euro e le spese continuano ad aumentare rapidamente.
Giancarlo, tuttavia, aveva stipulato un’assicurazione sanitaria di viaggio con massimale di 60.000 euro a rimborso. Ma, in pochi giorni, si arriverebbe a superare il massimale previsto, dato che si prospettano settimane in terapia intensiva. L’unica speranza, per l’uomo, è dunque raccogliere i fondi necessari a coprire le spese mediche e, quando sarà possibile, organizzare un rimpatrio sanitario. Il crowdfunding, in poco tempo, ha superato i 20mila euro.
«Mia moglie è lì, da sola, a prendere decisioni difficilissime. L’unica strada è chiedere aiuto»
«Sabrina, sua figlia e mia moglie, è volata immediatamente in Thailandia e si trova sola al suo fianco ad affrontare decisioni difficilissime in una situazione drammatica – così Mattia – . Abbiamo tentato tutte le strade possibili. Ora siamo costretti a chiedere aiuto. Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza per permettere a Giancarlo di continuare a ricevere cure e, quando sarà possibile, tornare a casa in Italia».
La storia di Giancarlo
Giancarlo si trovava in Thailandia per far visita alla famiglia della moglie, scomparsa tre anni fa, e per sistemare alcune questioni burocratiche. Il 17 febbraio ha avuto un malore improvviso ed è svenuto. Portato all’ospedale pubblico di Phitsanulok, gli è stato diagnosticato un infarto, ma – spiega la famiglia – non sono mai state fornite le cartelle cliniche né spiegazioni chiare. Il 20 febbraio è stato dimesso nonostante le sue condizioni non fossero rassicuranti.
Il giorno successivo si è sentito di nuovo male ed è stato portato in una piccola clinica non attrezzata per emergenze, dove gli è stato somministrato solo ossigeno e farmaci orali che gli hanno provocato vomito con sangue. Grazie all’intervento dell’Ambasciata italiana, Giancarlo è stato trasportato d’urgenza in una struttura privata adeguata, il Bangkok Hospital di Phitsanulok.
In un primo momento le sue condizioni sembravano relativamente stabili, ma il 26 febbraio la situazione è precipitata: Giancarlo è andato in arresto cardiaco. Dopo 15 minuti di massaggio cardiopolmonare è stato rianimato e trasferito in terapia intensiva, dove gli è stata diagnosticata una embolia polmonare massiva. Attualmente è grave ma stabile, attaccato a macchinari salvavita e sottoposto a cure continue.
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