Cronaca

Dal fado portoghese a Massimo Ranieri per la seconda serata del Tenco

Massimo Ranieri ha incantato il pubblico con un vero e proprio spettacolo

Dal fado portoghese a Massimo Ranieri per la seconda serata del Tenco
Cronaca Sanremo, 21 Ottobre 2017 ore 10:10

Dal fado a Massimo Ranieri per la seconda serata del Tenco

Massimo Ranieri ha incantato il pubblico con un vero e proprio spettacolo

Dopo il prologo pomeridiano in una affollata Chiesa di Santa Brigida con il duo irlandese-britannico, da anni di base a Barcellona, eccoci alla seconda serata della rassegna della canzone d’autore.
All’Ariston apre un iconico e intenso Flaco Bandini: il suo viaggio oltremare nel continente americano parte dal ricordo del sanremese Roberto Coggiola, una delle anime del Tenco, scomparso lo scorso anno.
Peppe Voltarelli, ospite dell’ultimo brano di Bandini, raccoglie il testimone e rimane sul palco per interpretare inattesi brani dedicati, lui calabrese, ad un agognata terra di Olanda.
Dopo l’intermezzo in ottava rima di David Riondino ed Enrico Rustici, si arriva alla musica urbana di Lisbona. Un angolo di fado con Camanè, il più grande dei fadisti contemporanei, vincitore del premio Tenco all’operatore culturale 2017.
Dopo pausa d’obbligo, meglio se fatta nell’epica Infermeria (corner conviviale che soccorre l’umore degli invitati), è il turno di Dinatatak, colorata band multi etnica un po’ flamenca un po’ funky un po’ manouche. Non manca il ballerino di tip tap per imitare il quale il presentatore Antonio Silva si lancia in un improbabile stacchetto, che raccoglie dalla platea l’accorato “occhio, che ti si rompe il femore!”.
Si continua con il cantautorato più tradizionale di Massimo Priviero.
La serata chiude con un ospite d’eccezione: Massimo Ranieri, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e da Mauro Pagani. Ranieri riceve il Premio Tenco, consegnato da Sergio Staino, e ringrazia un elenco di persone lungo e fitto che annovera, tra gli altri, i suoi genitori, Anna Magnani e Kirk Douglas. Più di un concerto, il suo: sul palco c’era un cantante, un attore, una maschera del teatro napoletano.

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