Comitato spontaneo

Denuncia alla Corte Europea contro le dighe soffolte nella Baia di Latte

"L'atto ha lo scopo di mettere l'UE a conoscenza della proposta di questi progetti in un'area marina protetta"

Denuncia alla Corte Europea contro le dighe soffolte nella Baia di Latte

Il Comitato spontaneo nato per contrastare la realizzazione di tre dighe soffolte nella Baia di Latte – area sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e di tutela marina – , ha compiuto un ulteriore passo nella lunga battaglia contro il progetto. Presentata una denuncia alla Corte Europea, sottoscritta anche dall’associazione Natura Intemelia. 

Denuncia alla Corte Europea contro le dighe soffolte nella Baia di Latte

A darne notizia è la studentessa di Scienze Naturali Priscilla Cantarella, portavoce del Comitato che si batte per impedire la realizzazione delle tre opere idrauliche, proposta arrivata da privati per proteggere le abitazioni a ridosso della costa dall’azione dell’acqua.

«Questa denuncia – così Cantarella – ha lo scopo di mettere a conoscenza l’unione Europea della proposta di questi progetti all’interno di un area di tutela marina così preziosa e delicata. Alla denuncia sono stati allegati tutti i documenti relativi al progetto in questo modo gli sarà possibile analizzare e valutare le opere previste ed esprimersi al riguardo. Continuano a monitorare costantemente la situazione, in modo tale da fare tutto ciò che é in nostro potere per cercare di salvare una delle poche ultime zone ancora integre della costa ligure dall’ennesimo intervento antropico»

Le istanze del comitato

Alla base delle osservazioni del comitato – al netto delle valutazioni contenute negli studi di incidenza – ci sono alcuni assunti: il primo, che lo stesso piano regolatore della costa redatto da Regione Liguria, in (estrema) sintesi, considera le dighe soffolte se non inefficaci, in alcuni casi addirittura controproducenti in termini di difesa della costa. Oltretutto, sottolineano, sono di fatto vietati nelle aree marine protette gli interventi che inciderebbero in maniera sostanziale e potenzialmente negativa nella conservazione delle stesse. E l’Area Marina Protetta di Capo Mortola, oltre alla posedionia oceanica, ospita fanerogame (che si troverebbero a ridosso della diga, verso il mare aperto) e altre forme di vita. Il comitato denuncia che queste peculiarità non siano neanche state citate nella Relazione sulla Biocenosi.

 

L’istanza di riesame

Oltretutto, i tre progetti, valutati singolarmente sul fronte dell’impatto ambientale, avrebbero ripercussioni ben maggiori sul delicato ecosistema della baia se considerati nel loro insieme. Su questo punto si basa l’istanza di riesame in autotutela, a relativa agli interventi previsti nella Baia di Latte, area di elevato valore paesaggistico e ambientale, presentata lo scorso ottobre.  L’atto contesta la mancata valutazione unitaria e cumulativa dei tre progetti. Secondo i proponenti, la frammentazione delle istruttorie impedisce una corretta analisi degli impatti complessivi sull’ecosistema costiero e sul paesaggio, in contrasto con i principi di precauzione, proporzionalità e buona amministrazione previsti dalla normativa ambientale e paesaggistica.