Distilleria improvvisata in carcere: l’allarme UILPA

I detenuti si sarebbero organizzati impiantando una distilleria illegale. "Sintomo del sovraffollamento e delle condizioni disastrose"

Distilleria improvvisata in carcere: l’allarme UILPA
Sanremo, 04 Settembre 2018 ore 16:38

Celle o distillerie illegali? I sospetti al carcere di Valle Armea

La Polizia Penitenziaria di Sanremo dopo la caduta del “Ponte Morandi”, sta affrontando una condizione di sovraffollamento da record , detenuti che arrivano da tutte le parti, si registra una presenza di 262 detenuti a fronte di una capienza di 228″. A denunciare la situazione la sezione provinciale della UILPA (Unione Lavoratori della Pubblica Amministrazione) in seno al carcere di Sanremo.

Alcool dalla frutta

Non solo : attraverso una brillante operazione di prevenzione  presso la terza sezione , durante l’ora di socialità , la Polizia Penitenziaria ha trovato i detenuti con evidenti sintomi di ubriachezza – non vorremmo che all’interno del carcere di Valle Armea i detenuti si stiano attrezzando a creare vere e proprie distillerie dedite alla produzione di grappa artigianale – dichiara il Segretario Regionale della UIL PA Penitenziari Fabio Pagani , che fornisce ulteriori dettagli su come i detenuti – originari dell’Europa dell’Est- preparano il loro concentrato micidiale  impiantando una vera e propria distilleria per la produzione di alcool, ricavato attraverso la fermentazione di frutta. Un sistema quello escogitato dai detenuti estremamente pericoloso, ma alquanto redditizio.

Sintomi Delle condizioni disastrose

L’operazione si è resa necessaria – sottolinea– dopo che alcuni detenuti , allocati in terza sezione sono stati rinvenuti con evidenti sintomi di ubriachezza, all’orario di chiusura della sala socialità , si sono rifiutati di rientrare in cella” . Per la UIL PA Penitenziaria sintomo delle difficoltà operative che investono il carcere sanremese . “E’ del tutto evidente che il superaffollamento di Sanremo determina anche queste conseguenze. D’altro canto i nostri allarmi sulle effettive condizioni operative e strutturali di Sanremo sono puntualmente cadute nel vuoto. Non c’è quindi da sorprendersi per quanto avvenuto nel carcere ligure – conclude il segretario della UIL PA Penitenziari – . Questo e molto altro  potrebbe ancora capitare se chi governa, ai vari livelli, l’universo carcere non  decide di mettere mano seriamente ed in profondità ad un sistema sempre più avviato verso la completa implosione e la più deflagrante delle esplosioni”

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