Cronaca

"Donnamore" al Teatro del Casinò con lo Zonta Club

"Donnamore" al Teatro del Casinò con lo Zonta Club
Cronaca Sanremo, 29 Marzo 2017 ore 16:14

SANREMO – Le socie dello Zonta Club di Sanremo presieduto dalla dottoressa Anna Morgano tornano in campo per sensibilizzare la popolazione, e soprattutto i giovani, al problema della violenza sulle donne. E lo fanno organizzando venerdì 7 aprile due rappresentazioni del progetto “Donnamore”, storia ambientata in una clinica psichiatrica femminile.

Quella del mattino sarà rivolto agli studenti dei licei matuziani mentre quella serale, alle ore 21, sarà aperta a tutti. Il ricavato verrà poi devoluto al Centro di Aiuto alla Vita presieduto da Sara Tonegutti. Il costo del biglietto è di 20 euro, prevendite presso la gioielleria Vivaldi Concept di Sanremo in via Matteotti 70, tel. 0184/500006. Sarà altresì possibile acquistare i biglietti rimasti eventualmente invenduti direttamente la sera della rappresentazione al Teatro dell’Opera del Casinò Municipale.

La storia, ambientata in una clinica psichiatrica femminile,”Clinica Donnamore”, vuole essere una voce per tutte quelle donne che hanno sopportato e taciuto: le donne vittime di violenza. Attrici, cantanti e ballerine regaleranno in sala emozioni uniche. Attraverso musiche e parole, il coraggio di alcune donne della storia ha finalmente avuto la giusta e meritata riconoscenza. Tra queste: Hatshepsut (la prima donna Faraone del grande Egitto), Agape (la donna greca, usata solo per procreare e badare ai figli), Didone (regina di Cartagine, immolatasi sul rogo per il dolore dell’abbandono di Enea), la Madonna (e il suo dolore di madre per la morte di un figlio), Ipazia (la prima donna matematica della storia, uccisa dagli uomini per il suo sapere), Francesca da Rimini (uccisa per l’amore dimostrato), Giovanna D’Arco (guerriera per la sua terra e per il suo popolo), Anna Frank (la cui vita è stata spezzata dalle ideologie folli di un uomo), Madre Teresa di Calcutta (e il suo amore per i più deboli della terra).

Protagonista dello spettacolo, Lea: una donna  colta, elegante ma soprattutto benestante. Saranno proprio i suoi beni, infatti, a spingere il marito a rinchiuderla in una clinica psichiatrica, luogo non poco importante per la stessa donna. Sarà proprio lì, infatti, che rivivrà le emozioni dei personaggi storici sopra citati, insieme a due sorelle ballerine fuggite dal proprio paese d’origine (perché il ballo era vietato alle donne), insieme anche a una musicista e a una cantante (ricoverate lì per una forte depressione causata dall’altrettanto forte desiderio mai realizzato di partecipare ad una trasmissione televisiva).

“Tutto  nasce dal progetto di Liberato Santarpino (scrittore-musicista per il teatro e per il cinema) e di Giovanna Iovine, con lo scopo di sensibilizzare i giovani alla cultura del rispetto - spiega la presidente Morgano, che prosegue – I figli delle donne vittime di violenza e di femminicidio, oltre ad essere vittime dei propri genitori, devono attraversare percorsi estremamente dolorosi: si alternano tra tribunali, servizi sociali, famiglie affidatarie o famiglie adottive. Sono bambini, la cui infanzia è segnata dalla tragedia e dal dolore e il cui futuro non ha più un percorso chiaro e lineare sia sul piano affettivo che identitario”.

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