un luogo simbolico

Ecco come sarà la “Radura della Memoria” sotto il nuovo ponte di Genova

Una piazza circolare circondata da 43 alberi diversi come le vittime della tragedia del 14 agosto 2018. A seguire verrà realizzato un luogo simbolo con gli abeti abbattuti lo stesso anno in Friuli

Ecco come sarà la “Radura della Memoria” sotto il nuovo ponte di Genova
Imperia, 30 Maggio 2020 ore 02:05

“La Radura della Memoria”, così è stata ribattezzata la piazza che verrà creata sotto il nuovo Ponte di Genova, circondata da 43 alberi, che rappresenteranno le altrettante vittime del crollo del Morandi avvenuto il 14 agosto di due anni fa. Gli alberi sorgeranno su un podio di legno di 7 metri di larghezza a un’altezza dal suolo di circa 45 centimetri. “Un luogo provvisorio – ha sottolineato Toti – in attesa della realizzazione definitiva del Memoriale, previsto nel futuro parco del Ponte, dove potremo riunirci per non dimenticare le vite spezzate quel terribile 14 agosto. Il loro ricordo sarà per sempre legato alla nostra città, a questo luogo e a tutti noi. Genova non dimentica”.

La realizzazione del vero e proprio Memoriale si sommerà in futuro a questa installazione realizzata tra via Fillak e via Porro (per un diametro di 50 metri), sotto il nuovo avveniristico ponte progettato da Renzo Piano, nel quartiere Certosa. Il Memoriale sorgerà in una zona più tranquilla lungo le rive del Polcevera e sarà un Giardino della Memoria, con una grande piazza pubblica (il nome sarà “Genova nel Bosco”) e si ripromette di  trasformarsi in un luogo animato del quartiere.

Il legame simbolico con il dramma del Friuli Venezia Giulia

L’installazione avrà un valore simbolico che lega Genova a un altro drammatico evento naturale (la Tempesta Vaia) che sempre nel 2018, il 29 ottobre, devastò 41mila ettari delle Foreste Carniche del Friuli Venezia Giulia, con  l’abbattimento di milioni di abeti. Con il legname proveniente da quell’area verrà realizzato infatti il podio di legno circolare della futura installazione

La sua realizzazione è affidata a un pool di imprese di cui capogruppo è lo studio Stefano Boeri Architetti. Ne fanno parte Metrogramma di Andrea Boschetti, Inside Outside di Petra Blaisse, Mobility in Chain, Transsolar Energietechnik, Studio Laura Gatti, Secondo Antonio Accotto. Consulenti H&A Associati, Temporiuso e l’artista Luca Vitone.

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