Matrimonio

Fiori d’arancio per la campionessa paralimpica Amanda Embriaco

La giovane sposa la sua Lidia. Cerimonia a Palazzo Bellevue

Fiori d’arancio per la campionessa paralimpica Amanda Embriaco

Giornata di festa per la canoista sanremese Amanda Embriaco. 

Fiori d’arancio per la campionessa paralimpica Amanda Embriaco

Oggi, l’atleta paralimpica è convolata a nozze, a Palazzo Bellevue, con la “sua” Lidia Compare. Amanda, alle spalle la finale a Parigi 2024 e l’ingresso nel gruppo sportivo della Difesa nel 2025, è cresciuta nella Canottieri Sanremo e oggi veste l’azzurro con importanti riconoscimenti a livello internazionale.

Pratica la Canoa dall’età di otto anni e non si è fermata neanche in seguito al drammatico incidente stradale nel quale, nel 2018 è rimasta coinvolta. Nonostante la perdita di un piede, la giovane è tornata stabilmente a praticare lo sport fino a staccare il biglietto per le Olimpiadi nel suo ispirante percorso di determinazione.

L’intervista a La Riviera ad Amanda in occasione della partecipazione ad Orientamenti

Ispirante. Il miglior aggettivo per descrivere Amanda Embriaco, classe 1993, atleta paralimpica sanremese, esempio di coraggio, determinazione, resilienza. Amanda, privata dell’uso di una gamba da un drammatico incidente stradale avvenuto a Sanremo 7 anni fa, ha raccontato la sua storia durante uno degli ultimi incontri di Orientamenti Dreamers, il format di Regione Liguria che punta ad avvicinare i giovani studenti a coloro «che ce l’hanno fatta» e hanno fatto delle loro passioni la loro professione. Amanda Embriaco ha raccontato molto di sé, a cominciare dalla sua partecipazione alle Paralimpiadi di Parigi, nella squadra azzurra di canoa. Gli allievi, attenti e quasi rapiti dalle sue parole, alla fine le hanno tributato un calorosissimo applauso.

«Non ho realizzato subito di essermi guadagnata la qualificazione alle Paralimpiadi. C’è voluto un po’ di tempo prima che realizzassi quello che stava succedendo. E quando l’ho fatto, è stata una grandissima emozione». L’avventura della giovane sanremese nel bacino di Vaires-sur-Marne è stata strepitosa: l’8 settembre 2024 si è classificata terza alle semifinali, strappando il biglietto per la finalissima del pomeriggio (categoria KL3 200 metri) chiusa in settima posizione.

La filosofia di vita di Amanda? «Non mi sono mai soffermata molto sulle sensazioni negative, perché credo che la paura sia il più grande ostacolo al nostro successo. Quando sono emozionata, stressata, quando temo qualcosa, mi prendo un attimo per me, respiro, ascolto la musica e mi concentro. Dopotutto esiste l’adagio: se puoi risolvere un problema, perché ti preoccupi? Se non lo puoi risolvere è lo stesso: perché ti preoccupi?».

Quei drammatici momenti che, da promessa della Canottieri Sanremo, l’hanno portata a riconquistare sé stessa e la canoa con un corpo trasfor mato? «E’ successo tutto il 25 gennaio del 2018. Ero in moto, ho fatto un frontale con un furgone. La mia gamba è rimasta schiacciata tra il mio motorino e la fiancata dell’altro veicolo. I medici, purtroppo, non sono riusciti a salvare il mio piede, che è stato amputato. Mi sono ritrovata con un corpo cambiato, è stato difficile abituarmi. Per questo mi sono rifugiata nella canoa. Ho cercato di ricominciare da quello che già conoscevo bene. E ha funzionato».

Una rincorsa esempio di tenacia che l’ha portata a riprendere in mano la sua vita, reindirizzarla e costruire qualcosa di nuovo … « L’incidente mi ha anche insegnato qualcosa. Mi ha insegnato a rispettare i miei tempi. Se non so una cosa, se non riesco a fare una cosa, ora so che cosa significa: che non sono ancora pronta». Ai ragazzi Amanda ha anche parlato di come vede la sua condizione rispetto alla società: «Non è scontato. Se ci pensiamo, vediamo che l’inclusione è avere gli stessi diritti di tutti. Potere andare negli stessi negozi, camminare sugli stessi marciapiedi, non è inclusione».

Nei giorni scorsi l’atleta della Canottieri Sanremo ha incontrato anche i giovani allievi dell’istituto Colombo di Arma di Taggia, in particolare quelli di quinta del liceo scientifico sportivo. «I ragazzi sono rimasti affascinati dalla spontaneità di Amanda che ha parlato della sua vita di atleta paraolimpica, ma anche dello sport praticato da giovanissima, prima di quel terribile incidente che le ha causato l’amputazione di parte della gamba sinistra – sottolineano i docenti del Liceo – Numerose le domande dei giovani allievi, tutti praticanti svariati sport agonistici, sull’esperienza olimpica in particolare, ma anche sul mondo sportivo in generale, i sacrifici da affrontare per raggiungere alti livelli, i duri allenamenti e la routine da atleta che occorre rispettare per arrivare ad eccellere nello sport. L’istituto Colombo, la dirigenza e tutti i docenti ringraziano Amanda e le augurano i migliori successi per la sua carriera sportiva » .