LA QUERELLE POLITICA

Fondazione Chiappori, Federico sbugiarda Martinetto: “Nessuna indennità e occupazione politica”

“Forse Martinetto ha bisogno di visibilità; diversamente non si sarebbe inventato una storia smentita dai fatti e anche dai documenti"

Fondazione Chiappori, Federico sbugiarda Martinetto: “Nessuna indennità e occupazione politica”

Forse Martinetto ha bisogno di visibilità; diversamente non si sarebbe inventato una storia smentita dai fatti e, purtroppo per lui, anche dai documenti. Di certo non ha sventato proprio nulla e rimango sbalordito dai continui tentativi di mistificare la realtà”.

A parlare è il presidente della Fondazione Chiappori di Ventimiglia, Antonio Federico

che interviene sull’ormai interminabile diatriba mediatica e giudiziaria riguardante l’estromissione del consigliere comunale Nico Martinetto dal ruolo apicale della casa di riposo di Latte.

Occorre precisare che nella seduta di lunedì è stata portata in discussione una bozza di statuto da me proposta che non prevedeva, e sottolineo non prevedeva, alcuna indennità – aggiunge Federico -. La bozza riprendeva l’impianto del vigente statuto, con alcune integrazioni apportate dal professor Gatto, incaricato dall’allora presidente Martinetto, necessarie per l’adeguamento della Fondazione al Runts.  Quanto affermo è verificabile attraverso documentazione e comunicazioni mail”.

Nella primissima bozza, redatta dal professor Ernesto Gatto

esperto nazionale del settore, si faceva riferimento alla possibilità di prevedere indennità, al pari di quanto accade in altre fondazioni. “Confermo che l’argomento sia stato oggetto di discussione in altri consigli d’amministrazione, ma tale opzione non è mai stata concretamente presa in considerazione, né tantomeno inserita nella bozza di statuto portata in discussione dal sottoscritto nell’ultimo Consiglio e trasmessa agli altri due consiglieri preventivamente”.

Federico tiene a precisare che presta servizio pro bono

completamente a titolo gratuito, anche in altre fondazioni: “E ciò avrebbe dovuto indurre Martinetto e altri a una maggiore cautela prima di descrivermi in modo diverso da quello che sono”.

E aggiunge: “Le uniche modifiche sostanziali rispetto al vigente statuto da me proposte riguardavano: l’introduzione dell’incompatibilità con le cariche elettive, come avviene nella maggior parte delle fondazioni; l’istituzione di un fondo di riserva per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’ente; e la possibilità, sentito il revisore unico sulla fattibilità finanziaria, di prevedere una mensilità di premio per gli unici due dipendenti effettivi della Fondazione. Proposte inizialmente tutte respinte, salvo poi accogliere — su mia specifica istanza — l’istituzione del fondo di riserva e il premio ai dipendenti della fondazione, che da anni lavorano con grande impegno.”.

Il presidente scende giù duro e nel puntare il dito

contro martinetto aggiunge: “Chi oggi parla di ‘occupazione politica’ dovrebbe spiegare ai cittadini perché, nello statuto proposto da Martinetto e Biancheri, si preveda il passaggio dagli attuali tre a cinque membri del cda, con tre membri nominati dalla famiglia degli eredi, stravolgendo così la volontà del Ffndatore, e per quale ragione si sia voluto a tutti i costi eliminare l’incompatibilità con le cariche elettive. Forse perché qualcuno ha la bramosia di rimanere a tutti i costi attaccato alla poltrona?”.

Precisa poi, che ha dovuto lasciare verso le 21

la seduta iniziata alle 18, dopo oltre tre ore di riunione, partecipando alla votazione sulla bozza di statuto, in quanto atteso a un altro impegno già fissato, circostanza della quale tutti i consiglieri di amministrazione erano perfettamente a conoscenza. “Prima di parlare di occupazioni politiche sarebbe quindi opportuno guardare alle proposte che si mettono sul tavolo. Spiace che Martinetto abbia esacerbato, negli ultimi giorni del suo mandato, il clima che si respirava in Fondazione fino a pochi giorni fa, creando polemiche inutili e strumentali. Mi rincresce constatare che si preferisca alimentare polemiche pretestuose anziché lavorare serenamente per il futuro della Fondazione e sono certo che il nuovo cda saprà ristabilire quel clima sereno e positivo indispensabile per il buon funzionamento dell’ente e proseguire l’opera di rilancio della struttura”.

F.T.