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Fotoclub Riviera dei Fiori omaggia il Festival con quattro mostre

Ecco dove si terranno le esposizioni "diffuse"

Fotoclub Riviera dei Fiori omaggia il Festival con quattro mostre

Non solo musica: il Festival di Sanremo è un momento catalizzate per la comunità, un’esperienza collettiva. Lo spiega il direttivo del Fotoclub Riviera dei Fiori nell’annunciare quattro distinte maitre, diffuse sul territorio sanremese , per raccontare la kermesse e la sua gente.

 

Quattro mostre del Fotoclub Riviera dei Fiori per raccontare il Festival.

Al Cocoon, in Via Cavour, dal 14 febbraio al 14 marzo con “Sfumature di Festival”, Gianluca Pavan racconta la città quando le luci del palco si abbassano ma l’energia resta nell’aria. Le sue immagini sono fatte di colori accesi, riflessi notturni, folla in movimento, dettagli che spesso sfuggono ma che rendono il Festival un’esperienza totale. È la Sanremo che vibra fuori dall’inquadratura televisiva, quella che si respira per strada.

In Via Corradi, da Manik, l’officina del gusto “Note in Bianco e Nero” di Rosanna Calò cambia tono e ritmo. Qui la musica diventa essenza. Il bianco e nero elimina il superfluo e lascia spazio all’espressione, al gesto, alla voce che si apre sul palco. Le fotografie entrano dentro l’emozione dell’interprete, catturano la tensione, la concentrazione, il momento esatto in cui la musica prende forma. Dal 20 febbraio al 20 marzo

Al Bar del Corso, in Corso Garibaldi, con “Aria di Musica, Ilario Cedro e Michele Sculco portano in scena la dimensione più fisica del suono: strumenti, mani, palco, vibrazioni. Le immagini raccontano la relazione tra artista e pubblico, la forza dell’esibizione dal vivo, l’istante in cui la musica diventa esperienza condivisa.

In Via Gioberti al bar Drinx,Fuori Festival” di Ilaria Veneruso sposta ancora il punto di vista. Qui il protagonista è il pubblico. I fan in attesa, gli incontri improvvisi, i volti illuminati dagli smartphone, l’entusiasmo che si accende davanti a un’apparizione. È il Festival visto dalla strada, dal basso, da chi lo vive con il cuore prima ancora che con gli occhi.