Il progressivo aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti rischia di produrre effetti rilevanti anche sul territorio della provincia di Imperia, incidendo in maniera significativa sui bilanci delle famiglie e sulla tenuta delle micro e piccole imprese locali. Lo comunica CNA Imperia in una nota stampa dove analizza i rincari dovuti al caro energia sulla base delle stime elaborate dalla compagnia nazionale dell’associazione e chiede misure all’esecutivo Meloni.
I dati CNA sugli effetti del caro energia nelle tasche dei risparmiatori imperiesi
Nel corso del 2026 – secondo i dati elaborati da CNA – una famiglia media potrebbe sostenere una maggiore spesa complessiva vicina ai mille euro annui tra bollette energetiche, carburanti e rincari indiretti sui beni alimentari..Una situazione che nel territorio imperiese rischia di essere ancora più delicata per le caratteristiche stesse della provincia: forte utilizzo dell’auto privata per motivi di lavoro, collegamenti interni complessi, presenza diffusa di piccole attività commerciali, artigiane e turistiche particolarmente esposte all’aumento dei costi energetici e dei trasporti.
Le famiglie numerose, i pensionati e i lavoratori pendolari risultano tra le categorie maggiormente colpite. In particolare, nuclei familiari con due auto e consumi energetici elevati possono arrivare a sostenere rincari superiori ai 1.200-1.500 euro annui.
Anche per le imprese del territorio l’impatto rischia di essere pesante. CNA stima infatti che il rialzo dei costi energetici possa determinare una riduzione degli investimenti tra il 2% e il 4%, con inevitabili ripercussioni sull’economia reale, sui consumi e sull’occupazione. L’associazione si rivolge direttamente al governo per chiedere misure urgenti atte a ridurre l’impatto sulle famiglie italiane. CNA Imperia ribadisce infine la necessità di rafforzare le misure di contenimento dei costi energetici, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e incentivare gli investimenti in efficienza energetica, strumenti indispensabili per salvaguardare competitività, occupazione e sviluppo economico del territorio.
Le richieste al governo Meloni
«Le micro e piccole imprese della nostra provincia – dichiara il Segretario di CNA Imperia Luciano Vazzano – stanno già affrontando una fase estremamente complessa, stretta tra aumento dei costi, difficoltà di accesso al credito e rallentamento dei consumi. In un territorio come il nostro, dove artigianato, commercio, servizi e turismo rappresentano il cuore dell’economia locale, il caro energia rischia di trasformarsi in un ulteriore freno alla crescita. È indispensabile che il Governo intervenga rapidamente con misure concrete di contenimento dei costi energetici e di sostegno alle famiglie e alle imprese».
Sulla stessa linea il Presidente di CNA Imperia Graziano Poretti: «La tenuta dei consumi e degli investimenti sarà decisiva nei prossimi mesi per evitare un rallentamento economico che potrebbe colpire duramente anche la nostra provincia. Le imprese artigiane e le piccole attività rappresentano la spina dorsale del territorio imperiese e non possono essere lasciate sole davanti a una dinamica dei prezzi così pesante. Servono politiche energetiche stabili, incentivi per l’efficienza energetica e strumenti che consentano alle imprese di continuare a investire e innovare».