Le ultime tracce a Bordighera, poi la scomparsa nel nulla. Il cold case della giovane francese Laëtizia Czuba, svanita nella notte del 25 settembre del 2012 proprio nella Città delle Palme, torna di attualità con un servizio del noto programma Rai «Chi l’ha visto» in occasione dell’anniversario della scomparsa della ragazza.
Il cold case di Laëtizia Czuba: la giovane scomparsa nel nulla a Bordighera
In 14 anni i misteri che circondano il caso non hanno trovato risposta, nonostante la determinazione dei genitori della 33enne (all’epoca dei fatti), che ogni anno si recano, il 25 settembre, proprio a Bordighera, dove si interrompono le tracce lasciate dalla giovane, già soccorritrice in mare e sottoufficiale della Gendarmerie Nationale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la giovane sarebbe partita in tarda serata da Fréjus per raggiungere la casa della nonna, a Peymeinade, ma arrivata nei pressi dello svincolo avrebbe deciso, per cause tutt’ora ignote, di proseguire verso l’Italia. Viene ripresa alle 21:45 al casello di Arma di Taggia. E qui si inserisce un ulteriore dettaglio inspiegabile della vicenda. Laëtizia ha imboccato contromano l’A10 percorrendo circa 20 chilometri fino all’uscita di Bordighera.
Viene ripresa un’ultima volta, alle 22:30, mentre scavalca il cancelletto del residence “Baia la Ruota” nella Città delle Palme. Una pattuglia della polizia stradale ritroverà la sua Volkswagen Polo nera davanti alla struttura, chiusa a chiave e con i fari accesi. All’interno una borsa con il necessario per trascorrere la notte a casa della nonna. Pare che la giovane avesse inviato una nota vocale di 20 minuti all’uomo che frequentava all’epoca.
La riapertura delle indagini nel 2021
Tra le ipotesi formulate dalla procura francese, ci sono l’annegamento o il suicidio, circostanze da sempre rifiutare dalla famiglia della giovane che, nel corso degli anni, ha sollevato diversi interrogativi sulle indagini e, in particolare, sulle piste che secondo i genitori non sarebbero mai state approfondite compiutamente. Mancherebbero, ad esempio, le esatte circostanze nelle quali la giovane avrebbe varcato il casello di Antibes e una ricerca approfondita di tracce di sangue nell’automobile. Nel 2021 la svolta, con la decisione di riaprire tutto il fascicolo e riprendere le indagini maturata da un giudice istruttore francese, del Tribunale di Tolone, con rogatoria internazionale. Da 14 anni gli amici e la famiglia della ragazza cercano risposte, per scrivere la parola fine in calce a questa inquietante vicenda.
Le immagini di copertina tratte da Chi l’ha visto