Il convegno

Il generale Vannacci a Ventimiglia: “Correlazione tra migranti e reati”

L'incontro al teatro comunale della Città di Confine per parlare dei temi politici del momento e della sicurezza

Il generale Vannacci a Ventimiglia: “Correlazione tra migranti e reati”

Incontro, questa sera, con il generale ed eurodeputato della Lega Roberto Vannacci, al Teatro Comunale di Ventimiglia.

 

Il generale Vannacci a Ventimiglia

Tra gli altri, ad accogliere il deputato, anche il sindaco della Città di Confine Flavio Di Muro. Il generale affronta i temi politici del momento con particolare attenzione sul delicato comparto della sicurezza. L’incontro organizzato organizzato dai Team Vannacci di Ventimiglia, Sanremo e Bordighera, con la partecipazione dell’associazione Noi Controvento e promosso dai referenti territoriali Gianluca Baxa (Ventimiglia), Michele Gandolfo (Sanremo) e Vincenzo Zighini (Bordighera).

 

«Esiste una correlazione tra immigrazione clandestina e sicurezza – ha detto il generale – . Ce lo dicono i dati del Ministero degli interni e Ventimiglia nel è la dimostrazione pratica. Serve un piano per bloccare gli ingressi e la soluzione dell’Europa di redistribuire meglio i migranti non può funzionare. Quando si ha una falla in una nave non la ridistribuisci perché è il metodo migliore per farla affondare».

 

«L’Europa – ancora Vannacci, parlando del conflitto Russo-Ucraino – è ancora convinta che l’Ucraina vincerà la guerra contro la Russia. Ma il conto dell’aumento dell’energia lo pagano i cittadini. Il gas sulle quotazioni di Amsterdam, in seguito alle azioni della Federazione è aumentato del 20%».

 

«Male che l’Italia sia fuori dal board per la pace in Palestina – afferma – . Perché c’è il detto che se non sei al tavolo, sei nel menù. Quando ci sono questi incontri bisogna partecipare, perché si decide il futuro di tutti».

 

E infine un passaggio sulla campana dei bambini non nati del Vescovo Antonio Suetta «Le campane hanno sempre suonato da duemila anni. “Voi sonerete le vostre trombe, noi soneremo le nostre campane!“» ha detto il generale citando l’ambasciatore fiorentini Pier Capponi.

«Più immigrati, più reati. Vogliamo meno kebab e più negozi di souvenir »

«Pratichiamo quotidianamente il tema della sicurezza – così il sindaco Di Muro -. Quando mi sono insediato c’erano circa 300 immigrati. Oggi sono una trentina. E quando dicono che il problema di sicurezza riguarda tutti, non solo i migranti, dite pure che non è vero. C’è un’equazione matematica: più immigrati e più reati. E questi sono dati, non è una valutazione politica».

 

«Noi sindaci  – ha concluso – non abbiamo il potere di decidere quali negozi possano o non possano aprire nelle nostre città. Chiedo al deputato di cambiare queste norme europee: non è un caso che certi reati si verifichino sempre nei pressi di determinati esercizi. Chiederò al prefetto un accordo per riappropriarmi di queste competenze, quindi meno kebab e più souvenir»