IMPERIA RICORDA LE VITTIME DELLE FOIBE/ LE FOTO DELLA COMMEMORAZIONE

IMPERIA RICORDA LE VITTIME DELLE FOIBE/ LE FOTO DELLA COMMEMORAZIONE
10 Febbraio 2017 ore 11:10

IMPERIA -La città di Imperia ha voluto ricordare la giornata delle Foibe, dedicata al ricordo di una grande tragedia: le vittime delle Foibe e dell’esodo dei 350.000 italiani, istriani, giuliani e dalmati. Negli anni drammatici al termine del secondo grande conflitto bellico sono stati torturati e uccisi migliaia di essere umani: italiani, sloveni e croati, a Trieste e nell’Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Questa mattina si è tenuta una cerimonia ad Imperia dove erano presenti il vice sindaco del Comune di Imperia Giuseppe Zagarella,  il prefetto Silvana Tizzano, il presidente della provincia Fabio Natta, Pietro Tommaso Chersola dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed il Circolo Giuliano Dalmata, i gonfaloni di rappresentanza della Polizia, dei carabinieri, degli Alpini e dell’Aeronautica e la Croce Rossa.

La giornata del ricordo è stata commemorata  nei Giardini Martiri delle Foibe di Viale Matteotti, intitolati a perenne memoria di quei Martiri con la deposizione e la benedizione della corona di alloro, la lettura della preghiera per i Martiri e la lettura della preghiera dell’Esule.

«L’odio manifestato allora in un’azione dai tragici connotati di “pulizia etnica” – ha detto il vice sindaco Zagarella – non deve essere dimenticato. I drammi del passato devono essere un monito per tutti quanti ed in particolare per le nuove generazioni, affinché non si ripetano. E’ significativo che le letture della preghiera per i Martiri e della preghiera dell’Esule siano affidate a due studentesse della Città, due giovani che siano testimoni di un messaggio di pace e di speranza da non disperdere».

La storia. L’altipiano carsico delle “Foibe” divenne così una delle pagine più tristi della storia del secolo scorso: le voragini naturali divennero la tomba di migliaia di persone, il cui unico torto era quello di opporsi all’espansionismo del Maresciallo Tito. In quegli imbuti rovesciati formati dal fenomeno naturale dell’erosione dei corsi d’acqua giacciono i martiri di quell’orrore, morti dopo atroci sofferenze e alcuni di loro gettati ancora vivi in quella enorme fossa comune.

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