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In carcere l'ex "re del conferimento" Giovanni Battista Pizzimbone

Varie operazioni di drenaggio dal gruppo Biancamano nelle indagini condotte dalla procura di Milano.

In carcere l'ex "re del conferimento" Giovanni Battista Pizzimbone
Cronaca Imperia, 05 Maggio 2022 ore 16:29

La Guardia di Finanza di Milano, a margine di un'inchiesta coordinata dalla procura meneghina, ha eseguito tre arresti, nella tarda mattinata di oggi, tra cui quello dell'ex gestore della discarica Ponticelli a Imperia e del conferimento di numerosi comuni nella provincia - Gian Battista Pizzimbone,  a margine  del dissesto del gruppo Biancamano spa, fondato da lui stesso, in debito per 400 milioni di euro, di cui circa la metà nei confronti dell'Erario.

 

In carcere Gian Battista Pizzimbone

Delle tre misure cautelari, quella per Pizzimbone  (il 56enne imprenditore ligure residente in Svizzera, ex presidente della società, quotata in borsa, di rilevanza nazionale) è l'unica che ha portato l'indagato direttamente dietro le sbarre. Le ordinanze sono state firmate dal gup milanese Raffaella Mascarino, in seguito all'attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia economico-Finanziaria del capluogo lombardo. Ai domiciliari l'ex ad Massimo Delbecchi e l'ex ad di due controllate, Energeticambiente e Aimeri Ambiente, Alessandra De Andreis.  Tra le varie accuse, oltre bancarotta e insider trading (market abuse), contestato anche l'autoriciclaggio.

 

Le operazioni di "drenaggio"

Dalle indagini è emerso il drenaggio, con varie operazioni, di grandi somme di denaro dai conti della Biancamano spa, in amministrazione speciale dal 2021. Tra cui il pagamento di crediti supposti con un machiavellico sistema di cessione degli stessi con l'interposizione di una società di Cipro, che canalizzava ingenti somme di denaro in conti svizzeri riconducibili al Re del Conferimento imperiese direttamente o meno. Inoltre, l'ex presidente avrebbe simulato la cessione di un immobile in viale Ortles, a Milano da parte di una società ligure sempre e comunque riconducibile a Pizzimbone con la caparra pari a quasi la totalità del prezzo di acquisto. Inoltre, venuto a conoscenza della presentazione delle istanze di fallimento, avrebbe venduto le sue azioni nella società leader del gruppo prima che le negoziazioni venissero sospese, riuscendo a evitare la perdita di circa 200mila euro.

 

 

 

 

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