Di Davide Izetta e Samirah Muran
Centinaia di persone accorse, questo pomeriggio, nella Chiesa dell’Immacolata Concezione di Bordighera per dare l’ultimo saluto alla Piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata morta in circostanze drammatiche lo scorso 9 febbraio.
In centinaia e in un silenzio straziante per dire addio alla piccola Beatrice
Un’affluenza importante che ha portato la Prefettura di Imperia a organizzare un servizio d’ordine severo, con accessi contingentati, al fine di garantire il corretto svolgimento delle esequie celebrate dal Vescovo Antonio Suetta. Tra gli altri, c’era anche il papà della bimba, Maurizio Rao, attualmente detenuto in carcere per fatti che predatano la morte di Bea. Assente invece la mamma Emanuela Aiello, accusata insieme al compagno Emanuel Iannuzzi di maltrattamenti aggravati che avrebbero portato al decesso della piccola. Inizialmente, la donna aveva ricevuto il nulla osta per partecipare alle esequie della bimba, poi revocato, in ragione della tutela dell’ordine pubblico, dal Gip di Imperia Massimiliano Botti.
La piccola bara è entrata nella chiesa accompagnata da un silenzio irreale e straziante. La sindaca Marzia Baldassarre, presente alle esequie insieme a una nutrita rappresentanza di politici locali, forze dell’ordine e istituzioni, ha dichiarato, per oggi, il lutto cittadino.
La struggente omelia del vescovo: «Beatrice hai avuto paura?»
Commossi anche gli interventi musicali durante la cerimonia affidati Giorgia Giuliani – soprano corista del coro Filharmonia, terapista della Fondazione Isah di Imperia (e, tra le altre cose voce del gruppo Clan Batexe) e Lorenzo Voi, di origine milanese, musicista polistrumentista e insegnante che collabora prevalentemente con le Industrie musicali di Vallecrosia e Alessio Benedetto uno dei fondatori della citata realtà.
Ecco la struggente omelia di Suetta.
«Anche se queste donne ti dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Così dice nel libro del profeta Isaia – si è aperta cosìla struggente del vescovo –Cara Beatrice, oggi la Chiesa, il tuo papà Maurizio, i tuoi fratelli e sorelle, il tuo nonno, la tua zia, i tuoi familiari, questa città, le autorità, tanti che ti hanno conosciuto anche soltanto per questa triste vicenda, ti accompagnano con una tenerezza che le parole fanno fatica ad esprimere. Vorremmo parlarti, ma in realtà siamo noi che abbiamo bisogno di ascoltare la tua voce, perché davanti alla morte di un bambino tutte le spiegazioni si infiammano, rimane solo il silenzio, il pianto e la preghiera».
«E allora immagino di rivolgermi a te, che come abbiamo sentito dalla pagina del Vangelo, sei tra quei piccoli a cui è dato di conoscere il mistero. Beatrice, dove sei? E tu ci rispondi con le parole che Gesù ha promesso. Sono nelle mani del Padre, quelle mani che nessuna violenza può raggiungere, nessuna crudeltà può ferire, nessuna malvagità può strappare. Beatrice, hai avuto paura? Certamente sì, ed è terribile per noi pensarti nel buio della violenza, ma oggi non hai più paura, perché il Signore ti ha raccolta tra le sue braccia, quelle stesse braccia che un giorno accoglievano i bambini dicendo lasciate che i bambini vengano a te»
«Spesso i bambini incontrano nelle favole, nel loro immaginario, l’orco cattivo e provando tanta paura cercano di rifugiarsi tra le braccia sicure delle persone care. Tu lo hai incontrato davvero e queste braccia ti sono mancate per rifugiarti e per consolarti.
Beatrice, sarai dimenticata? Ed ecco che risuona la parola del profeta Isaia. Può forse una donna dimenticarsi del suo bambino? È una domanda che oggi ci attraversa il cuore con una forza quasi insostenibile, perché ciò che dovrebbe essere il luogo dell’amore vuole il mistero terribile della libertà umana ferita dal peccato diventare un luogo di violenza. Ma Dio aggiunge subito anche se questo accadesse io non ti dimenticherò mai.
Ecco la nostra speranza. Quando ogni amore umano fallisce, l’amore di Dio rimane fedele. Quando l’uomo tradisce, Dio non tradisce. Quando la terra sembra perdere ogni luce, il cielo continua ad amare.
Cara Beatrice, oggi non possiamo cambiare troppo ciò che hai detto. Non possiamo cancellare il dolore della tua breve vita, ma possiamo dirti una cosa. Il tuo dolore non sarà cancellato, così come la tenerezza che hai lasciato nel cuore di chi ti ha conosciuto. Tu vivi in Dio. Tu sei preziosa ai Suoi occhi.
E noi, guardando te, siamo costretti a guardarci bene. Una vicenda come questa non interpella soltanto una famiglia, interroga un’intera società. Quando una bambina viene privata della vita con una tale brutale e accecata violenza, tutti siamo chiamati a domandarci che cosa stia accadendo nel cuore del mondo. La barbarie non può essere banalizzata, né giustificata, né dimenticata. Il male deve essere chiamato con il suo nome. E proprio perché crediamo nella misericordia, sappiamo che essa non elimina la verità. Per questo preghiamo. Perché chi ha commesso un delitto tanto grave, giunga ad un autentico pentimento, profondo e sincero, capace di riconoscere tutta la gravità del male che è unito. Solo la verità può aprire la strada per lanconversione.
«E insieme riconosciamo che la giustizia ha il suo faro. Una giusta pena non è del delitto, ma è un’esigenza del bene comune, della tutela degli innocenti, del rispetto tanto della vittima quanto della responsabilità personale. Anche questo appartiene all’ordine morale che Dio ha affidato agli uomini. La misericordia senza verità diventa illusione. La giustizia senza misericordia rischia di diventare quasi un’arresa di fronte alle conseguenze nefaste del male. In Cristo, invece, si incontrano entrambi. Cara Beatrice, oggi sei tu, la più piccola fra noi, a insegnarci ciò che conta davvero. Ci ricordi che ogni bambino è un dono sacro, mai una proprietà, mai un peso, mai un oggetto su quale qualcuno possa esercitare dolore. Dal cielo chiedi a tutti noi di custodire la vita, di proteggere chi è tragico, di costruire famiglie nelle quali l’amore vinca sulla violenza e il perdono non sia mai separato dalla verità.
Noi ti affidiamo al Signore con le lacrime agli occhi, ma anche con la certezza della fede, perché Gesù, morto, innocente e salvo, ha trasformato perfino la morte in una porta aperta sulla vita eterna».
«Riposa nella pace del Signore, piccola Beatrice e dal cielo prega perché il nostro mondo ritrovi il senso della dignità di ogni vita umana, perché ogni cuore indurito si converga, perché la giustizia faccia il suo corso (e perché il male non abbia mai l’ultima parola. Eri davvero una bellissima bambina, tenera, dolce, buona e indifesa, come tutti i piccoli. In questi ultimi giorni abbiamo potuto finalmente vedere i tuoi grandi e luminosi occhi e i delicati lineamenti del tuo viso. Purtroppo una malvagità senza senso ha strappato via la tua infanzia, privandoci del tuo sorriso e della tua luce. Noi speriamo e crediamo per il dono della fede che tu, splendido fiore, sarai per sempre nel giardino dell’eterna primavera di Dio e quale luminosissima stella risplenderai sempre nel firmamento del nostro cuore, indicandoci la giusta via della pace, del rispetto e dell’amore vero fino a quando, ci aiuti, Signore, potremo rivederti e condividere con Te un’eternità di bene e di gioia. Stiamo entrando nella luminosa festa dell’assunzione di Maria in cielo, segno di consolazione e di sicura speranza. A lei, mamma celeste, ti affidiamo perché ti stringa forte nel suo abbraccio e ti copra di pace».
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