A seguito del contenuto della trasmissione Report andato in onda ieri sera, seconda puntata di una vicenda legata alla vendita dei Cantieri Navali Vittoria di Adria (Rovigo) e al presunto coinvolgimento di personaggi vicini alla criminalità organizzata campana e in particolare del Clan dei Casalesi, interviene con una nota il nuovo presidente dell’Imperia Calcio Giuseppe D’Onofrio. La trasmissione tira infatti nuovamente in ballo la sua società Arkipiù per una vicenda di fatture che a giudizio del fisco sarebbero state emesse per lavori inesistenti e al centro di una pendenza (che sarebbe già stata definita) con l’Agenzia delle entrate.
Il comunicato stampa della società Arkipiù di D’Onofrio
La Arkipiù ed il suo CEO, Giuseppe D’Onofrio, in merito al contenuto del servizio “Il cantiere dei misteri” andato in onda in data 19 aprile ca su Report, intende precisare quanto segue.
Dal servizio è emersa in maniera chiara e categorica l’assoluta estraneità della società e dei suoi soci a qualsiasi ipotesi di collegamento, anche velato, con la criminalità organizzata e/o con l’attentato subito dal dott. Ranucci, tanto che lo stesso ha dichiarato in diretta di credere alla nostra estraneità a tali illazioni.
In merito all’utilizzo da parte del Cavazzana dei soldi incassati da Arkipiu per rapporti lavorativi legittimi e trasparenti per l’acquisto dei Cantieri Vittoria, il CEO D’Onofrio ne era del tutto all’oscuro; esiste anzi un documento in nostro possesso, proveniente dallo stesso Cavazzana ed indirizzato a Report, in cui è lo stesso CEO Rete Het a smentire di aver utilizzato tali fondi per i cantieri, ma quelli di altra sua società. Quanto uscito ieri sera, quindi, per noi è del tutto nuovo.
In merito, infine, alla presunta frode fiscale superbonus per circa € 3.200.000,00, possiamo affermare senza tema di smentita che nessuna indagine per tali accuse è stata aperta verso Arkipiù. Vi è stato, è vero, un contenzioso tributario con Agenzia delle entrate, definito in via stragiudiziale, costruito su mere dichiarazioni di soggetti di società terze non supportati da prove documentali. Si è scelta la definizione bonaria solo per evitare lunghissimi contenziosi e potersi concentrare sul lavoro.
Vale tuttavia la pena di fare notare come sia risibile l’ipotesi che una società da € 45.000.000,00 di fatturato abbia la necessità di frodare il fisco su cifre di importanza vieppiù marginali rispetto allo spessore della scrivente. È abbastanza ovvio che non ve n’era alcuna necessità… Altri semmai, come evidenziato dal servizio di Report, avevano stringenti necessità di liquidità…
Pertanto, la Arkipiù e con essa il suo CEO, ritenendo chiarita la loro posizione, societaria e personale, diffidando chiunque dal solo tentare, sulla base di mere illazioni, di infangare, diffamare o denigrare gli scriventi, salvo risponderne in tutte le opportune ed idonee sedi.