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Lo sfogo dopo l’acquisto del dolce: «A Ospedaletti l’aria è quotata come oro»

Il racconto di una cliente. «La qualità si paga, la furbizia no. Non ho avuto neanche lo scontrino fiscale»

Lo sfogo dopo l’acquisto del dolce: «A Ospedaletti l’aria è quotata come oro»

C’è una questione che anima il dibattito negli ultimi anni: la comodità di servirsi della grande distribuzione e la necessità di tutelare le piccole imprese locali. A gamba tesa, irrompe lo sfogo social si un’utente che da Ospedaletti racconta la disavventura occorsa con l’acquisto di uno sformato e un dolce in una gastronomia della Città delle Rose.

 

Lo sfogo social: «L’aria costa come l’oro a Ospedaletti»

«Sapete perché entro molto raramente nelle piccole gastronomie specializzate e preferisco sempre più spesso fare la spesa al supermercato?  – scrive -. Non perché la qualità sia sempre migliore. Anzi, a volte è il contrario. Ma perché al supermercato il prezzo è esposto chiaramente. Lo vedi, decidi se ti va bene e solo allora compri, come garantito dal Codice del Consumo.
Oggi sono entrata in una nota gastronomia qui a Ospedaletti. Ne sono uscita più leggera di 9,50 euro per un pezzo di sformato alla mozzarella (136g) e una “Pavlova” (30g).
Una volta a casa, la sorpresa. Quella “Pavlova” non era affatto tale: era una normalissima meringa secca. Niente panna, niente crema, niente frutta. Solo aria e zucchero».

«Facendo due calcoli: lo sformato costava 3 euro l’etto, quindi circa 4,10 euro. I restanti 5,40 euro erano il prezzo della meringa da 30 grammi. Vale a dire circa 180 euro al chilo! A quanto pare, l’aria da queste parti quota più dell’oro. Sono tornata in negozio chiedendo se ci fosse stato un errore. Invece di una spiegazione, la signora ha infilato nel mio sacchetto altre due meringhe identiche, senza dire praticamente nulla. Forse era una promozione: “Compra aria al prezzo dell’oro e ricevi altra aria in omaggio”».

«Un modo decisamente originale per evitare di ammettere un prezzo fuori mercato.
C’è però un’altra cosa ancora più grave. Quando un prodotto non ha alcun cartellino del prezzo, il cliente scopre la sorpresa solo alla cassa. Un sistema decisamente… comodo per il commerciante, ma totalmente contrario alle normative sulla trasparenza dei prezzi.
E la ciliegina sulla torta? Sono uscita dal negozio con il sacchetto, ma senza lo scontrino fiscale. Ricordo che la mancata emissione dello scontrino non è un dettaglio, ma una violazione fiscale. Consiglio a tutti, residenti e turisti, di fare molta attenzione. Perché la qualità va pagata, la “furbizia” no»

 

La “Pavlova” incriminata