NUOVI RETROSCENA

L’omicidio di Fedele dovuto a una lite per il mancato acquisto di un’auto. Nuovi retroscena

Sarebbe legato a una lite conseguente al mancato acquisto di un'auto l'omicidio di Joseph Fedele, 60 anni, di Mentone, trovato in una scarpata

L’omicidio di Fedele dovuto a una lite per il mancato acquisto di un’auto. Nuovi retroscena
Cronaca Ventimiglia, 29 Dicembre 2020 ore 17:59

Il mancato acquisto di un’auto all’origine del delitto di Ventimiglia

Sarebbe legato a una lite conseguente al mancato acquisto di un’auto l’omicidio di Joseph Fedele, 60 anni, di Mentone, il cui corpo è stato trovato, lo scorso 21 ottobre, in una scarpata di frazione Calvo, a Ventimiglia e per il cui delitto, con l’aggravante del metodo mafioso, è finito in carcere: Domenico Pellegrino, 23 anni, di Bordighera, difeso dall’avvocato Luca Ritzu.

Arresti domiciliari, invece, per Girolamo Condoluci (difeso dall’avvocato Marco Statari), 44 anni, di Bordighera, accusato di favoreggiamento per aver aiutato Pellegrino a riportare a Mentone l’auto della vittima – evidentemente nell’intento di depistare le indagini – che è stata poi ritrovata intorno all’11 dicembre. Il particolare è contenuto nell’interrogatorio reso da Pellegrino al pm della Dda di Genova, Marco Zocco, dopo essersi costituito ai carabinieri di Ventimiglia.

Pellegrino rinuncia ad acquistare l’auto di Fedele e vuole indietro la prima rata

A quanto si apprende, Pellegrino avrebbe voluto acquistare l’auto di Fedele, una Mercedes Classe A in due rate da cinquemila euro ciascuna: la prima delle quali versata l’estate scorsa. E’ il 22 settembre, quando Pellegrino incontra Fedele – dalle parti del centro all’ingrosso Metro, di Ventimiglia – per dirgli che non ha i soldi della seconda rata da cinquemila euro, che avrebbe dovuto pagare entro fine anno.

Pellegrino chiede indietro gli altri cinquemila euro, dicendo che non vuole più acquistare l’auto. Nasce così una violenta discussione e Fedele estrae una pistola. Pellegrino riesce a disarmarlo e gli spara uccidendolo. Poi getta l’arma nel fiume in un posto che ha indicato agli inquirenti, ma la pistola non viene trovata. Resta, tuttavia, un giallo da chiarire. Per il medico legale Fedele viene ucciso con due colpi di pistola (sulla sommità del capo e alla nuca) esplosi da due pistole di calibro diverso: un 6,35 e una di calibro maggiore che non viene specificato. Da qui l’ipotesi che abbia agito con dei complici.

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