“Mafiosi del Pnrr”: scritte contro la ciclabile a Oneglia

Dura protesta contro la realizzazione della ciclabile

“Mafiosi del Pnrr”: scritte contro la ciclabile a Oneglia

Alcune scritte contro i lavori legati alla realizzazione della pista ciclabile in via Schiva nell’area portuale a Oneglia sono comparse questa mattina, vergate con una bomboletta spray nera. Una di queste, macchia il pannello informativo dei lavori con l’accusa “Mafiosi del Pnrr”. Altre sono comparse sui muri dell’ex stabilimento Agnesi, chiedono “Più parcheggi gratis e meno ciclabili inutili”.

La protesta della Compagnia Maresca

Nei giorni scorsi, contro la ciclabile, si era tenuto un presidio organizzato dai lavoratori della compagnia portuale Maresca. Un’iniziativa nata, spiegano i portuali, per dare voce a un malcontento diffuso tra lavoratori e residenti della zona.

A parlare è il portuale Giovanni Zecchini, che spiega come la compagnia abbia deciso di farsi promotrice della protesta: “Noi abbiamo deciso di fare da catalizzatore a una protesta cittadina. Abbiamo sondato un po’ le persone che vivono e lavorano in via Tommaso Schiva: sono tutti scontenti, però in questa città non siamo abituati a dire dei no. Noi vorremmo essere i primi a dire no”.

Le critiche al progetto

Secondo Zecchini, il progetto solleva interrogativi sull’idea di città che si vuole costruire. “Che idea ha questa amministrazione? Una città di pensionati che guardano i cantieri o una città dove si può lavorare e muoversi?”, afferma.

Il portuale sottolinea anche i problemi pratici legati alla viabilità e ai parcheggi: “Chi lavora cosa deve fare? Chi ha una macchina da parcheggiare dove la mette? Se la deve portare in casa?”.

Il futuro del porto

Nel mirino dei lavoratori c’è anche la progressiva riduzione degli spazi destinati alle attività portuali. “Lo vediamo tutti i giorni – spiega Zecchini – con un porto che viene sempre più smaterializzato, dove gli spazi vengono ridotti magari per far posto ai parcheggi, quando invece dovrebbero essere usati per le merci”.

Secondo i portuali l’area potrebbe invece essere valorizzata dal punto di vista produttivo. “C’è un piccolo porticciolo che potrebbe essere utilizzato per far lavorare di più e magari aumentare anche l’organico della compagnia, che oggi è ridotta a quattro persone”.

“Una risorsa da non perdere”

Zecchini allarga poi il discorso al contesto internazionale e alla necessità di tutelare le infrastrutture strategiche. “Sta succedendo di tutto nel mondo: c’è stata una pandemia enorme, ci sono guerre ogni giorno. Basta accendere la televisione per vedere solo catastrofi”.

Per questo, conclude, il porto non dovrebbe essere ridimensionato: “Pensiamo davvero di chiudere un porto piccolo che comunque può essere una risorsa per la città, ma anche per la nazione”.