Nicolas I presenta il Principato di Seborga: no paradiso fiscale, ma economico

“Non vogliamo creare un paradiso fiscale, ma un polo economico e di innovazione tecnologica. Il Principato esistente? Un fake, un gruppo folcloristico”

Nicolas I presenta il Principato di Seborga: no paradiso fiscale, ma economico
Sanremo, 10 Gennaio 2020 ore 12:46

Principato di Seborga

“Non vogliamo creare un paradiso fiscale, ma un polo economico e di innovazione tecnologica. Il Principato esistente? Un fake, un gruppo associativo folcloristico”.

Così Marc German, portavoce di Nicolas I Mutte, l’autoproclamato principe di Seborga (il Comune dell’entroterra di Bordighera, in provincia di Imperia, che dalla seconda metà del secolo scorso reclama la propria indipendenza dallo Stato Italiano sulla base di documenti storici), oggi ha esordito al Museo del Fiore, di Sanremo, dove è stato comunicato il riconoscimento di Seborga da parte del ministero degli Affari esteri della Repubblica federale Brasiliana. Un’occasione per presentare l’organigramma e gli obiettivi del “nuovo” Principato, quello che la Principesse Nina, e prima ancora suo marito Marcello I Menegatto, hanno sempre considerato “impostore”.

Due realtà antitetiche, insomma, che rivendicano entrambe la propria legittimazione, anche se dallo Stato Italiano nessuna delle due è riconosciuta. “Siamo stati riconosciuti dalla Repubblica federativa del Brasile e altre missioni diplomatiche saranno presto accreditate – ha affermato Nicolas I, in una veloce intervista, lasciando gran parte della presentazione al proprio portavoce -. Desideravo presentare i miei auguri al popolo italiano per il quale nutro un grande affetto sotto vari aspetti”.

Nel sottolineare che con quello del Brasile è la prima volta che un riconoscimento  di sovranità avviene senza guerre e senza morti, German, per conto di Mutte ha affermato: “Da oggi si apre un percorso di negoziazione per ottenere una sovranità amministrativa anche dallo Stato Italiano per un paese come Seborga, abbandonato a sé stesso, dove la gente cerca di vendere casa, dove non ci sono investimenti, ma piccoli commerci. Mancano una scuola e le infrastrutture”.

German e Mutte affermano che non esiste ancora un interlocutore con lo Stato Italiano, ma anticipando che quest’ultimo potrebbe essere il ministero dell’Interno o degli Esteri. Al momento Seborga esiste soltanto come entità virtuale, su internet e portando l’esempio dell’Estonia, German annuncia la volontà di creare una sorta di residenza digitale nel Principato di Seborga, in prospettiva di un Principato legalmente riconosciuto dall’Italia, in cui il mondo digitale incontri quello fisico. Il tutto: “Nel rispetto del diritto e della legge internazionale – ancora German -. Ma per raggiungere questi obiettivi, non basta la volontà politica, c’è anche bisogno di creare un’equipe di persone competenti”.

Sul primo autoproclamato principe Giorgio I, German ha affermato: “Era un gruppo associativo e folcloristico, che ha permesso di sviluppare il turismo negli anni Settanta e ottanta del secolo scorso. Alla morte di Giorgio I, però, le cose sono cambiate: il turismo è sceso, nulla è stato fatto per le attività economiche”. Sul Principato di Marcello I: “Un titolo che non incarna una funziona – afferma German -. Da una parte abbiamo gente che si diverte, dall’altra gente che lavora”.

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