VENTIMIGLIA

Operazione congiunta italo-francese contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Oltre 200 episodi di favoreggiamento dell’immigrazione di migranti, che venivano trasportati in Francia dalla frontiera di Ventimiglia

Operazione congiunta italo-francese contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Oltre 200 episodi di favoreggiamento dell’immigrazione di migranti, che venivano trasportati in Francia dalla frontiera di Ventimiglia, su auto, treni e autobus di linea, sono stati ricostruiti e accertati in una vasta indagine Italia francese, che ha portato all’emissione di 15 misure cautelari.

Da lunedì scorso, infatti nelle province

di Imperia, Torino e L’Aquila (in Italia) e in quelle di Marsiglia, Nantes e Nizza (in Francia), investigatori della polizia di stato e della police nationale francese hanno dato esecuzione a provvedimenti restrittivi emessi dalle autorità giudiziarie dei rispettivi Paesi nei confronti di 15 destinatari, a vario titolo indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, 9 dei quali localizzati in Italia e 6 in Francia. All’esito dell’udienza di convalida, il gip ha disposto per la maggior parte degli stessi la misura della custodia cautelare in carcere e per uno l’obbligo di dimora.

L’operazione è parte di una più ampia indagine

condotta nell’ambito di una squadra investigativa comune italo-francese avviata nel giugno 2025, coordinata dalle procure di Imperia e Nizza, che ha riguardato molteplici indagati – prevalentemente centroafricani – attivi sia in Italia sia in Francia, facilitando il passaggio dei migranti irregolari oltralpe, anche minori, attraverso la frontiera di Ventimiglia.

Ai migranti trasportati in Francia gli indagati

avrebbero fornito assistenza, documenti contraffatti, biglietti, abiti nuovi per non destare sospetti e confondersi tra i pendolari, nonché istruzioni per eludere i controlli. In alcune circostanze, i fermati avrebbero suggerito agli stranieri di nascondersi nel vano di collegamento tra i vagoni ferroviari, esponendoli a rischio per la loro incolumità; in altre occasioni, agendo di notte, avrebbero violato i sigilli dei camion in sosta presso l’autoporto di Ventimiglia, con destinazione Francia e altri Paesi, al fine di introdurvi i migranti, con il rischio di asfissia, schiacciamento e disidratazione.

Uno dei migranti, monitorato in territorio italiano

è stato colto in flagranza in territorio francese subito dopo aver accompagnato un minorenne oltreconfine; inoltre, una squadra mista italo-francese ha sequestrato 13.400 euro in contanti a uno dei presunti trafficanti fermati. Esisteva anche un prev oso prezzario, a seconda della modalità di viaggio prescelta: 300 euro per il viaggio in auto/taxi, considerato più sicuro e discreto; 100 euro per il viaggio clandestino sui mezzi pesanti, con i migranti nascosti nei rimorchi all’insaputa dei conducenti, con alto rischio per l’incolumità; 70/100 euro per treno o autobus, con fornitura di documenti falsi, abiti nuovi e finti bagagli per confondersi tra i pendolari; 50 euro a piedi, attraverso itinerari impervi sulla collina che separa Ventimiglia da Mentone, con notevoli rischi di cadute e ferimenti.

Quanto ai metodi di pagamento

oltre al largo utilizzo del contante, i migranti avrebbero utilizzato circuiti bancari e di pagamento italiani ed esteri, mediante ricariche su schede prepagate o bonifici su conti controllati dai trafficanti. Le indagini hanno inoltre documentato contatti tra gli indagati e altre persone dimoranti e/o residenti in diverse città italiane (Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e Lampedusa) ed estere (Regno Unito, Francia, Spagna, Germania e Lussemburgo), allo scopo di richiedere ai “passeurs” di Ventimiglia ausilio per l’attraversamento illegale del confine italo-francese da parte di propri conoscenti.

In merito alle nazionalità dei migranti

è emersa una prevalenza di soggetti provenienti dal Magreb e dal Corno d’Africa, principalmente diretti in Francia, Spagna, Lussemburgo, Germania e Regno Unito. L’operazione rientra in una più ampia strategia di contrasto all’immigrazione irregolare lungo il confine italo-francese, portata avanti congiuntamente dalle Autorità giudiziarie e dalle Polizie dei due Paesi e culminata nella costituzione dell’Uro, di cui rappresenta il primo risultato operativo.

Da parte italiana le indagini sono state svolte da

squadra mobile, polizia di frontiera; Servizio centrale operativo (Sco), con il supporto delle squadre mobili di Torino e L’Aquila e dei commissariati di Sanremo e Ventimiglia. Da parte francese ha proceduto l’Oltim di Nizza. Alla Squadra investigativa comune ha partecipato anche l’Unità di Ricerca Operativa (Uro), gruppo di lavoro misto con sede presso il commissariato di Ventimiglia, attivo dal febbraio 2025 e composto da poliziotti italiani e francesi, specializzato nel contrasto mirato all’immigrazione irregolare lungo quel confine e nei territori limitrofi dei due Paesi