NUOVI RETROSCENA INVESTIGATIVI

Per la clamorosa truffa di Riva Ligure: i 3 imputati tacciono davanti al gip

L'avvocato Ritzu ha dichiarato di attendere gli atti per decidere se presentare eventuale istanza l tribunale del Riesame

Per la clamorosa truffa di Riva Ligure: i 3 imputati tacciono davanti al gip
Cronaca 17 Giugno 2021 ore 16:52

L'interrogatorio di garanzia si è svolto davanti al gip

Si è svolto, stamani, in videoconferenza, davanti al gip del tribunale di Imperia Massimiliano Botti (e al difensore, avvocato Luca Ritzu), l'interrogatorio di garanzia nei confronti di Sonia Magaton, 42 anni; del marito Daniele Riviera, di 43 anni e del figlio Davide di 21 anni, tutti e tre abitanti ad Arma di Taggia, l'interrogatorio di garanzia a margine dell'inchiesta per concorso in circonvenzione di incapace, che ieri ha visto finire in carcere la donna e ai domiciliari i due uomini. Magaton è comparsa in videoconferenza dalla sezione femminile del carcere genovese di Pontedecimo, mentre gli altri due partecipato all'udienza dalla caserma dei carabinieri.

La vicenda riguarda la fittizia compravendita

di una partita da 30mila euro di formaggi dal parte del titolare di un caseificio di Riva Ligure e l'altrettanto risarcimento di 500mila euro (per la mancata compravendita), che il commerciante avrebbe potuto ottenere, versando parecchie decine di migliaia di euro per sbloccare la pratica e le spese legali. In totale si parla di versamenti per complessivi 110mila euro, dal 2015, tramite "dazioni" che vanno da 500 a 2000 euro ciascuna.

Stando a quanto risulta dagli atti

la parte offesa avrebbe prelevato tutto il denaro presente sui due conti intestati al figlio: "Non esitando ad attingere alla sua pensione di invalidità, al punto che quest'ultimo non poteva più proseguire le visite dallo psichiatra". I pagamenti, inoltre, avvenivano "Direttamente nella mani della donna oppure del marito Daniele Riviera o del figlio Davide e da ultimo anche dalla figlia Giada Riviera (indagata in stato di libertà, ndr)".

I tre avrebbero agito approfittando della sua elevata suggestionabilità e per ottenere il risarcimento del danno, lo avrebbero convinto a intraprendere una inesistente causa legale facendosi assistere da un avvocato, che in realtà era impersonato da Magaton. Una volta prosciugata la sua liquidità, avrebbero indotto la moglie di lui a vendere due immobili in Puglia. L'avvocato Ritzu ha dichiarato di attendere gli atti per decidere se presentare eventuale istanza l tribunale del Riesame.

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