Ponte Morandi: bordate PD contro Toti e Ministero “Basta parole, ci vogliono i fatti”

"Basta prendere in giro una comunità che soffre. Per ponte Morandi non serve la propaganda di peggior specie"

Ponte Morandi: bordate PD contro Toti e Ministero “Basta parole, ci vogliono i fatti”
20 Settembre 2018 ore 16:35

Ponte Morandi a più di un mese dal crollo

Ponte Morandi: bordate PD contro Toti e Ministero “Basta parole, ci vogliono i fatti”

Sono passati più di 35 giorni dal crollo del Ponte Morandi a Genova, che ha causato la morte di 43 persone, centinaia di sfollati e la paralisi del capoluogo ligure, precipitato in una crisi profonda. E a più di un mese dalla tragedia, il capogruppo dem ligure, Giovanni Lunardon, si scaglia sia contro il governatore Giovanni Toti che contro il ministro dei Trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli. Il processo affinché Genova si riprenda dalle ferite è lungo e complicato, il consigliere chiede che si smette di fare parole e propaganda sulla pelle della comunità genovese.

“Un valzer di date”

“Il Presidente Toti – ha dichiarato Lunardon – oggi all’inaugurazione del Salone Nautico, ha detto che entro 14 mesi i genovesi vedranno il nuovo Ponte e cioè al massimo due mesi dopo il prossimo Salone, sostenendo che questo deve essere l’impegno di tutte le istituzioni.
Mi auguro sinceramente che sia così, – continua –ma solo ieri, alla stessa domanda sui tempi del ponte, il governatore rispondeva che non era in grado di stimarli, perché allo stato non è nota neppure la tecnica di demolizione. Registro – aggiunge – che il decreto non è ancora stato pubblicato, che il nome del commissario non cè, che non è noto neppure chi farà il ponte né si sanno con quali procedure e con che modalità si faranno le demolizioni. Così come non è ancora chiaro a chi andrà la concessione e quindi chi sarà il soggetto attuatore dell’intervento. Direi – affonda contro Giovanni Toti- che ce nè abbastanza per dire che bisogna finirla con questo balletto di date e offrire finalmente certezze alla comunità genovese. Non è alimentando illusioni che si risolve questo enorme problema, ma con fatti e impegni vincolanti. Quelli che purtroppo ancora mancano”.

“Propaganda della peggior specie”

Ma nel mirino di Giovanni Lunardon c’è anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, del, secondo il consigliere Del, di fregiarsi di una propaganda sulla pelle dei genovesi, rimarcando che questo celebre decreto Morandi – il “Decreto Fantasma”  – non sia stato ancora ratificato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. “Il ministro Toninelli – incalza – invece di annunciare, davanti agli sfollati, di avere il decreto in mano come un piazzista di infima categoria cosa che, del resto, aveva già fatto il premier Conte pochi giorni fa con scarsa sensibilità davanti a una piazza De Ferrari in lutto – faccia una bella cosa: prenda le pagine del suo decreto fantasma, vada in Consiglio dei Ministri, lo faccia finalmente approvare, lo faccia vistare dalla Ragioneria dello Stato, firmare dal Presidente della Repubblica e pubblicare sulla Gazzetta ufficiale. Sono passati più di 35 giorni dal crollo del Ponte Morandi – continua – e non è più tempo di parole e di promesse. È tempo di fatti. Solo così si rispettano i genovesi. Il resto – conclude Lunardon – è propaganda della peggior specie, fatta sulla pelle di persone che soffrono e di una comunità ferita.

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