Processo Scajola: giudice rigetta richiesta pm dichiarazioni pentito

Processo Scajola: giudice rigetta richiesta pm dichiarazioni pentito
Imperia, 24 Gennaio 2020 ore 10:49

Scajola

Il pm Giuseppe Lombardo ha chiesto un’interruzione, stamani, al tribunale collegiale di Reggio Calabria, all’apertura dell’udienza al processo contro l’ex ministro Claudio Scajola, chiedendo di inserire a processo le dichiarazioni del pentito Pino Liuzzo. L’istanza è avvenuta prima delle repliche alle arringhe degli avvocati. La richiesta, da quanto si apprende, è stata rigettata.

Anche senza l’aggravante dell’associazione mafiosa, nel corso della requisitoria il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardi aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione per l’ex ministro, accusato di procurata inosservanza della pena in favore dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, latitante a Dubai, che doveva scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione (poi ridotti a 3) per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il pm, inoltre, aveva chiesto una pena pesantissima per la moglie di Matacena, Chiara Rizzo: undici anni e mezzo di reclusione. La Rizzo doveva rispondere oltre che di procurata inosservanza della pena (l’accusa contestata a Scajola) anche di intestazione fittizia dei beni del marito, aggravata dal favoreggiamento alla ‘ndrangheta. Infine erano stati chiesti: 7 anni e 6 mesi di reclusione anche per la segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordaliso e per il collaboratore Martino Politi.

“In questo processo ci dobbiamo porre una domanda – disse Lombardo durante la requisitoria – come sia possibile che un uomo come Claudio Scajola, che ha avuto responsabilità pubbliche elevatissime possa essersi determinato a porre in essere condotte di aiuto in favore di un soggetto che sapeva essere latitante? Un uomo condannato in via definitiva per un reato molto grave: concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Dobbiamo per forza chiederci perché lo ha fatto e soprattutto cosa ha fatto”.

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