Verso il recupero

Restyling di via Padre Semeria, Futuro Nazionale: “Inizia la fine della vergogna”

"Vigileremo sullo svolgersi dei lavori". E la crociata contro i lecci: "Sono brutti e quelli che già ci sono tenuti male"

Restyling di via Padre Semeria, Futuro Nazionale: “Inizia la fine della vergogna”

Incontro, questa mattina tra Daniele Ventimiglia, consigliere comunale confluito in Futuro Nazionale del generale Vannacci, l’assessore ai lavori pubblici del comune di Sanremo, Massimo Donzella e il dirigente Gianbattista Miceli. Ordine del giorno fare il punto sul progetto di riqualificazione di Via Padre Semeria. «L’inizio della fine della vergogna».

 

Futuro Nazionale interviene su recupero via Padre Semeria

Nel novero degli interventi – che Ventimiglia definisce “una buona notizia” –  ci sarebbe il recupero di una porzione della via, critica sul fronte della manutenzione della strada e dei marciapiedi, sconnessi dell’avanzamento delle radici dei pini marittimi.

 

Lo sfogo del consigliere: «I lecci sono brutti. E quelli che già ci sono, tenuti male»

«Assessore e dirigente hanno confermato i piani: al posto dei pini sorgeranno lecci, quegli alberi “autoctoni” che a quanto pare  popolavano la Liguria mille anni fa. Peccato che oggi li si trovi solo nei boschi più remoti, mentre qui in città sembrano un capriccio economico dato dal basso costo di acquisto dell’albero – così l’avvocato, consigliere di minoranza – . Esteticamente sono brutti. E quelli gia’ piantumati sono mal tenuti, alcuni secchi come promesse elettorali non mantenute, altri storti, uno a destra, l’altro a sinistra e un’assenza totale di regolari potature».

 

«Ho suggerito all’assessore e al dirigente di farsi una passeggiata a piedi lungo la via (non in auto, mi raccomando!), per toccare con mano lo scempio – ancora Ventimiglia -. È ora di trasformare questa strada in un vanto per Sanremo. Vigileremo perché i lavori siano rapidi, seri e con speranza che il sindaco persona stimata e perbene, possa capire che Sanremo ha bisogno del concetto più ampio di “bellezza” – conclude – per fa sì che la nostra città possa essere una tra le protagonista nella rigenerazione urbana».