Qualcosa si muove per la RSA D’Albertis di Santo Stefano al Mare, chiusa da alcuni anni. Dopo i bandi deserti dell’amministrazione comunale, un privato si fa avanti.
Un privato si fa avanti per la RSA D’Albertis
Lo comunica la stessa amministrazione. Nei giorni scorsi, la giunta del borgo della Villaregia, capitanata dal sindaco Marcello Pallini ha approvato una delibera in cui prende atto della manifestazione di interesse preliminare depositata negli uffici comunali da un soggetto privato. I termini, ovviamente, sono per la progettazione del recupero della casa di riposo, l’esecuzione del lavori e la successiva gestione. Il tutto in partenariato pubblico-privato.
Con la delibera, l’amministrazione Pallini ha riconosciuto formalmente la sussistenza del pubblico interesse nell’operazione. È un passo importante, perché apre ai successivi step tecnici e amministrativi che potrebbero mettere a terra il progetto di recupero della RSA, uno dei punti cardine del percorso amministrativo di Santo Stefano. Un percorso che, sul fronte del presidio socioassistenziale in questione, si è dimostrato più farraginoso del previsto.
Dall’amministrazione comunale ribadiscono come la RSA D’Albertis sia un presidio fondamentale per il territorio e come la sua riattivazione, anche con la collaborazione con soggetti privati, sia una priorità assoluta. Tenendo contro, oltretutto, che la manifestazione di interesse preliminare non vincola in alcun modo l’amministrazione, che avrà tutto il tempo di convincersi delle bontà del progetto presentato. Nel frattempo, il borgo si prepara alla prossima stagione elettorale, con le comunali che incombono il 24 e 25 maggio.
«Una soluzione sostenibile ed efficace per il prossimo futuro»
«Si tratta di un passaggio importante – dichiara il sindaco Pallini – perché consente di riaprire concretamente una prospettiva per una struttura fondamentale per il nostro territorio. Il nostro obiettivo è restituire alla comunità un servizio socioassistenziale essenziale. Questa manifestazione di interesse rappresenta un segnale positivo – conclude – e ci permette di lavorare per individuare una soluzione sostenibile ed efficace per la gestione della struttura».
Le procedure fallite
La casa di riposo, per esigenze strutturali, è inutilizzata dal 2021. Nel 2024 il comune aveva bandito una procedura aperta per affidare la gestione della struttura, comprensiva anche degli interventi di manutenzione straordinaria necessari al completo ripristino. La procedura era andata deserta. Senza esito anche il tentativo successivo: questa volta attraverso una procedura negoziata, senza bando, in seguito a indagine di mercato. La svolta di questi giorni riapre una concreta possibilità per il ripristino del servizio.