Sanremo ha aderito alla campagna Ripudia promossa a livello nazionale da Emergency contro il riarmo e la cultura della guerra. L’annuncio reso ai colleghi consiglieri, durante la riunione del Consiglio, da Vittorio Toesca (Generazione Sanremo). L’adesione caldeggiata anche dal sindaco Alessandro Mager, dal vicesindaco Fulvio Fellegara e dall’assessore Enza Dedali.
Sanremo aderisce a Ripudia di Emergency: «Fraternità che scorre nel sangue delle sue vene»
«Con grande piacere faccio questo annuncio – Così il consigliere di Generazione Sanremo Vittorio Toesca, ricordando il passato e il presente di pace della Città dei Fiori -. Proprio oggi il comune ha aderito alla campagna Ripudia di Emergency, richiamo all’articolo 11 della Costituzione. Al momento noi ci troviamo in un momento molto difficile: 56 guerre in atto, alcune civili. Sanremo ha una grande forza e un grande retaggio culturale da difendere quotidianamente. Alfred Nobel, dopo essersi pentito della creazione della dinamite ha deciso di lasciare il suo lascito per la creazione dei premi omonimi, anche quello per la Pace. La città dei fiori è sempre stata un crocevia di popoli, che ci richiama a una fraternità che scorre nelle vene del suo sangue. Nel 1920 è stata teatro della Conferenza di pace dopo la disgregazione dell’impero Ottomano. le conseguenze le vediamo ancora oggi. Nel 1970 fondato l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, un principio importante che non sempre viene rispettato. Sanremo è città della Non Violenza e della Pace e nel 2017 è stato creato l’Educational Inspiring Peace Lab anche con la collaborazione del Comune. Abbiamo allargato questa rete con il coordinamento Sanremo Città di Pace, presieduta dal maestro Michelangelo Pistoletto. Abbiamo votato il riconoscimento dello stato di Palestina. Al posto della violenza il dialogo, al posto della forza il diritto internazionale».
La campagna nazionale
R1PUD1A è la campagna nazionale promossa da Emergency per chiedere il rispetto concreto dell’articolo 11 della Costituzione italiana e affermare il rifiuto totale della guerra. Ecco i punti principali: ricordare che l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”; promuovere il diritto dei cittadini a rifiutarsi di prestare il proprio corpo, lavoro e consenso alla guerra e al riarmo tramite l’iniziativa “Io obietto la guerra” e invitare le amministrazioni locali a raccogliere le dichiarazioni di obiezione di coscienza e a esporre i valori di pace sul territorio