le pressioni sul capo dei vigili non furono reato

Caso Maiolino: Scajola “assolto perché il fatto non sussiste”. “4 anni persi e se mi avessero condannato? Al massimo 316 euro”

Lo stesso pma Fornace aveva chiesto l'assoluzione del primo cittadino. Le accusa riguardavano le pressioni legate a un sopralluogo della polizia locale nell'officina di un meccanico

Caso Maiolino: Scajola “assolto perché il fatto non sussiste”. “4 anni persi e se mi avessero condannato? Al massimo 316 euro”

E’ stato assolto “perché il fatto non sussiste” il sindaco di Imperia Claudio Scajola dall’accusa di favoreggiamento personale nell’ambito del processo legato al cosiddetto “caso Maiolino” e in particolare per la sua intromissione, con tanto di  reprimenda ai danni dell’allora comandante della Polizia Locale Aldo Bergaminelli, a seguito di una verifica per accertare abusi edilizi del meccanico Antonio Maiolino. Pressioni indebite tali da integrare il favoreggiamento personale secondo la procura, che al termine della sua requisitoria ha modificato la sua impostazione, optando per la richiesta di assoluzione.

Lo stesso Pm Lorenzo Fornace ne aveva infatti chiesto l’assoluzione, sottolineando che dalle indagini e dall’audizione dei testi non emergevano responsabilità penali e altre ipotesi contenute nel capo di imputazione sono state nel frattempo oggetto di depenalizzazione.

Le prime parole di Scajola dopo l’assoluzione

“Se non esisteva il fatto non doveva neppure iniziare il processo. non bisogna scomodare Cartesio per dirlo – le prime parole di Scajola fuori dal tribunale di Imperia –  Ahimè, come ho detto più volte nel passato, c’è una confusione che porta ad aprire indagini quando non si dovrebbero neanche aprire”.

“L’avvocato Busuito ha spiegato molto bene, in punta di diritto, nella sua arringa questo aspetto, che spero possa servire per altri e possa servire sui comportamenti. Abbiamo bisogno di giustizia ma non abbiamo bisogno di perdere tempo: 4 anni, 4 magistrati che si sono alternati, indagini, venti testimoni nelle udienze e se fossi stato ritenuto colpevole avrei avuto come pena massima 316 euro. Avete idea questi quattro anni quanto siano costati? Oltre alle persone stesse, cioè a me? E comunque agli occhi dell’opinione pubblica sei un indagato per favoreggiamento… perché forse lo avevo aiutato a costruire un palazzo o a fare chissà cosa. E poi tutti i costi che ne conseguono, che poi sono costi dello Stato.

“Io credo e voglio ancora credere nella giustizia – ha proseguito Scajola – spero che finisca l’attitudine di essere un indagato seriale di questo tribunale, anche perché ne ho un bel ricordo, perché l’ho fatto costruire quando ero sindaco. Invece lo sto praticando come se andassi in palestra”.

Scajola era intervenuto duramente, a suo tempo,  nei confronti del comandante della polizia locale Bergaminelli, indimandogli di fare rientrare i suoi uomini che stavano effettuando il sopralluogo nel posto dove Maiolino aveva trasferito l’officina, compiendo abusi, assicurando che era in corso un procedimento per sanare gli abusi stessi. Bergaminelli aveva registrato la telefonata che è poi diventata uno dei principali elementi a favore dell’accusa.

Il giudice Francesca De Naro ha accolto le testi dell’accusa – oltre naturalmente a quelle della difesa dell’avvocato Busuito – e assolto l’onorevole Scajola. Soddisfazione tra il pubblico quasi interamente schierato a favore del sindaco, a partire dal figlio Piercarlo, dal presidente del consiglio Simone Vassallo, il vice sindaco Fossati, gli assessori D’Agostino, Gandolfo, Roggero, Gatti e Gaggero, oltre ai consiglieri comunali Lamonica, Baldassarre, Landolfi, Montanari, Bencardino.