Golfo Dianese

Schiamazzi e atti vandalici, sindaca costretta a chiudere il nuovo parco giochi

Lina Cha: "La misura è temporanea e presuppone il completo ripristino delle attrezzature danneggiate ma anche l’istituzione di un servizio di guardianaggio"

Schiamazzi e atti vandalici, sindaca costretta a chiudere il nuovo parco giochi

Con un’ordinanza firmata lo scorso 31 luglio, il sindaco di Cervo Lina Cha ha disposto la chiusura immediata e temporanea dell’area ludica dia via Papa Giovanni XXIII. Riaperto dopo anni lo scorso giugno dopo un importante intervento di riqualificazione costato al Comune circa 400mila euro, il campetto è stato oggetto negli ultimi tempi di numerose segnalazioni da parte della cittadinanza per usi scorretti nelle ore notturne, schiamazzi e disturbo della quiete pubblica, nonché per abbandono di rifiuti, consumo di bevande alcoliche di alcuni frequentatori e atti vandalici che hanno compromesso la piena fruibilità in sicurezza dell’area.

Schiamazzi e atti vandalici, sindaca costretta a chiudere il nuovo parco giochi

Le forze dell’ordine sono state allertate: attualmente è il Comando di Polizia Locale a vigilare sull’area e applicare le sanzioni di legge in caso di violazioni. Si prevede la riapertura dell’area ludica non prima di metà agosto, quando sarà ufficializzato un servizio di guardianaggio ed entrerà in vigore il Regolamento approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 28 luglio 2026 per la disciplina più stringente delle modalità di utilizzo e gestione futura di questo spazio.

«I danni alle strutture nuove installate lo scorso giugno sono concreti e si aggirano intorno a diverse migliaia di euro – spiega la sindaca Lina Cha – Di fronte a questa situazione, abbiamo ritenuto di dovere intervenire per tutelare i cittadini e la quiete, chiudendo l’area. La misura è temporanea e presuppone il completo ripristino delle attrezzature danneggiate ma anche l’istituzione di un servizio di guardianaggio che molto probabilmente affideremo alla Croce d’oro di Cervo. Siamo giunti a questa decisione nostro malgrado: l’applicazione di un regolamento stringente va contro lo spirito stesso con cui l’area, attesa da anni, era stata pensata e offerta al pubblico».