Si è aperto, stamani, davanti al tribunale collegiale di Imperia, il processo nei confronti di Patrick Horvath, 55 anni, slovacco di origine, accusato di avere messo a segno, l’11 gennaio del 2025, una rapina alla gioielleria Corbellati di via Palazzo, a Sanremo.
L’uomo, tra l’altro, era già indagato a Nizza
per un altro colpo in gioielleria, con tanto di sequestro di persona. Il cinquantacinquenne – difeso dagli avvocati Ambra Marchese e Marco Noto, di Ventimiglia – si era spostato a vivere in Ucraina, ma da laggiù era dovuto scappare a causa della guerra.
Negli ultimi tempi abitava nella capitale della Costa Azzurra francese, ma spesso veniva in Italia. Stando a quanto ricostruito, sembra che l’idea di mettere a segno il colpo sia scattata, dopo una serie di sopralluoghi fuori dal rivendita.
Così tanti da insospettire le due sorelle titolari della gioielleria
Licia e Adele Corbellati, che oggi però non si sono costituite in giudizio come parte civile. Le telecamere di videosorveglianza hanno infatti ripreso il continuo via vai per la trafficata strada parallela a via Matteotti e sembra che una delle due proprietarie, insospettita da questo andirivieni, sia uscita per seguirlo. Lo avrebbe così visto entrare in un albergo delle vicinanze, dove si era appoggiato.
L’udienza è stata aggiornata al prossimo 12 marzo. Il Collegio era formato dai giudici Carlo Alberto Indellicati (presidente) , Eleonora Billeri e Camilla Giaquinto (a latere).