Cronaca
LA SENTENZA IL 10 GENNAIO

Sprangate al migrante: chiesta condanna a 2 anni e 8 mesi per i tre imputati

L’avvocato della difesa, Marco Bosio, ha invece chiesto il minimo della pena e il riconoscimento delle generiche, oltre che le attenuanti

Sprangate al migrante: chiesta condanna a 2 anni e 8 mesi per i tre imputati
Cronaca Imperia, 09 Dicembre 2022 ore 16:25

Il pm ha chiesto tre condanne, rinviando la decisione al prossimo 10 gennaio

Tre condanne a 2 anni e 8 mesi di reclusione ciascuno sono state chieste, oggi, dal pm Matteo Gobbi del tribunale di Imperia, nei confronti di: Ignazio Amato, 29 anni, di Palmi (Reggio Calabria), Francesco Cipri, 40 anni e Giuseppe Martinello, 45 anni, entrambi originari della provincia di Agrigento, i tre imputati accusati di lesioni per aver preso a sprangate, il 19 maggio 2021: Moussa Balde, 23 anni, il migrante della Guinea, che pochi giorni dopo (il 23 maggio) si impiccò nel Cpr di via Brunelleschi a Torino.

Nel corso della propria requisitoria

davanti al giudice Marta Maria Bossi, il pm ha parlato di “Fatto grave”, chiedendo di escludere le attenuanti generiche. L’avvocato della difesa, Marco Bosio, ha invece chiesto il minimo della pena e il riconoscimento delle generiche, oltre che le attenuanti per aver già risarcito la famiglia di Balde con duemila euro, in totale, per i dieci giorni di prognosi dovute alle lesioni. A margine del processo, un gruppo di circa venti no border ha manifestato davanti al tribunale, insultando al grido di “Assassini razzisti…”, i tre imputati che erano usciti, durante una pausa, in compagnia del proprio legale. Alla fine, sono stati scortati dalla polizia.

Marco Bosio avvocato della difesa

Ho replicato rivisitando la questione e cercando di alleggerire la posizione dei miei assistiti. Soprattutto in relazione ai certificati medici, che evidenziano un esito che è anche incompatibile con i video che sono stati raccolti". Sul fatto che gli imputati sono stati chiamati assassini: “Non commento: l’ho detto nella mia discussione, che i processi li faccio in aula, un momento sacro in cui vengono rispettate le garanzie. Ciò che accade fuori, conta davvero poco. Ci siamo difesi nel processo con argomentazioni che hanno un loro fondamento, nonostante certo la gravità della situazione, ma ciò che è accaduto dopo non ha nulla a che vedere con la condotta dei miei assistiti". 

Avvocato Gianluca Vitale (avvocato di parte civile)

Oggi abbiamo discusso: il pm ha ricostruito la vicenda, riconoscendo notevole gravità a quei fatti. Anche noi abbiamo cercato di ricostruirli, facendo pure riferimento a dati incontrovertibili, che sono quelli dei video, dai quali si evince un pestaggio violentissimo nei confronti di Moussa. C’è stata una richiesta, devo dire, significativa da parte del pm. La difesa evidentemente ha una impostazione diversa, pur riconoscendo la responsabilità dei tre imputati. C’è stato un rinvio e vediamo a gennaio cosa deciderà il giudice. Ontologicamente non amo il carcere, ma credo che in questo caso il problema sia riconoscere la gravità di quello che è successo al di là di quella che possa essere la sanzione e che sia dato anche il giusto risarcimento per quanto possibile e per quello che è il primo dei passi, non dipende sicuramente dagli imputati questo, ma è il primo dei passi che poi  ha condotto alla morte di Moussa Balde al Cpr di Torino”. 

Fabrizio Tenerelli

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