TAGGIA: FUCILATE AL RIVALE, DOMANI (MARTEDI') L'INTERROGATORIO DI TONY PLACIDO A IMPERIA

TAGGIA: FUCILATE AL RIVALE, DOMANI (MARTEDI') L'INTERROGATORIO DI TONY PLACIDO A IMPERIA
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Taggia - E' atteso per domattina, alle 9.30, davanti al gip del tribunale di Imperia, l'interrogatorio di garanzia a carico di Anthony (detto Tony) Placido, 27 anni, incensurato ed è impiegato in una azienda agricola, accusato di tentato omicidio per avere esploso, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 aprile, due colpi di fucile, caricati il primo a pallini e il secondo a pallettoni, contro Alessio Barillari, 33 anni, di Taggia, ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Il giovane, che è reo confesso, difeso dall'abogado Enrico Amalberti e dall'avvocato Giulio Bettazzi, potrebbe avvalersi (ma lo deciderà soltanto domani) della facoltà di non rispondere. All'origine dell'agguato, avvenuto al civico 12 di via Campo Marzio: motivi di donne.

Al centro della discussione, partita nel pomeriggio di sabato e degenerata in serata, in particolare ci sarebbe una ex fidanzata di Barillari. Non è ancora ben chiaro, però, se quest'ultimo sia stato aggredito, dopo aver, ad esempio, intimato a Placido di lasciare perdere la ragazza o per altre ragioni al vaglio degli inquirenti.

L'aggressore è stato catturato al termine di un breve, quanto accurata, indagine dei carabinieri della compagnia di Sanremo, al comando del capitano Paolo De Alescandris e della Stazione di Taggia, al comando del luogotenente Rinaldi. Vistosi ormai alle strette, Placido ha cominciato a collaborare con la giustizia, facendo ritrovare il fucile, calibro 12 e le due cartucce. "L'accusa principale è di tentato omicidio - afferma il pm - Barillari si è salvato soltanto grazie alla bravura dei medici e a un colpo di fortuna".

Quest'ultimo dovuto al fatto che il primo colpo esploso era stato caricato a pallettoni ed ha attinto la spalle del giovane; il secondo, caricato a pallini, ha preso gli organi vitali e la schiena. "Se la successione fosse stata al contrario - hanno ribadito il magistrato e il capitano De Alescandris - Barillari sarebbe quasi sicuramente morto".

Secondo il pubblico ministero, Placido, che è tornato sul luogo del delitto nelle ore successive alla sparatoria, avrebbe confessato: "per una pura convenienza processuale".

Determinante per l'identificazione dell'aggressore è stata la conoscenza del territorio dei militari, ma anche la collaborazione dei cittadini che hanno fornito il soprannome di quello che poteva essere il presunto colpevole. Unico punto dolente: le telecamere del circuito di videosorveglianza della zona, nessuna funzionava: "I sindaci dei vari Comuni hanno come esigenza primaria quella di installare telecamere funzionanti - ha affermato, nei giorni scorsi, il magistrato Bresci - in qualsiasi punto del territorio, perchè la lunghezza dei processi italiani dipende anche dal malfunzionamento di questi apparati. Le città non devono trasformarsi nel 'grande fratello', ma neanche in un luogo dove si può sparare così facilmente. Questo è un messaggio che lancio ai sindaci del territorio".

Il padre di Anthony, Ernesto Placido, venne condannato in passato a undici anni di carcere per l'assassinio, avvenuto il 10 marzo del 2005, sempre a colpi di fucile, dell'ex ferroviere Giacomo Carissimi. Delitto avvenuto nella serra del figlio, ad Arma di Taggia.

Placido è stato accompagnato presso al Casa Circondariale di Imperia a disposizione dell'Autorità giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di tentato omicidio, detenzione illegale di munizionamento e porto abusivo di arma comune da sparo, ovvero il fucile con cui ha esploso i colpi d'arma da fuoco nei confronti di Alessio Barillari.

Fabrizio Tenerelli


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