Dieci mesi di lavori, qualche imprevisto, ma finalmente il nuovo ponte sul torrente Argentina, tra Arma di Taggia e Riva Ligure, è stato inaugurato.
Taglio del nastro per il nuovo ponte sul torrente Argentina
Presenti alla cerimonia l’assessore regionale alla Difesa del Suolo, Giacomo Raoul Giampedrone, il presidente della Provincia Claudio Scajola, i sindaci di Taggia e Riva Ligure, Mario Conio e Giorgio Giuffra, l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi e il suo omologo sanremese Alessandro Sindoni, la consigliera regionale e comunale Chiara Cerri, il rup del progetto Riccardo Restani, la consigliera di Amaie Energia e Servizi – che gestisce la ciclabile – Tiziana Ramoino e il viceprefetto Francesco Cardellicchio.
Il nuovo ponte riunisce le due cittadine e ricuce la ciclabile lungo il parco costiero della Riviera dei Fiori, rimasta interrotta dallo scorso ottobre per i lavori di abbattimento del vecchio ponte della ferrovia, poi divenuto pista ciclabile. Non senza qualche polemica da parte dei cittadini. Un processo lungo e complesso che ha subito alcuni ritardi nel suo iter, giunto ormai alla conclusione.
L’abbattimento del vecchio ponte e la costruzione di quello nuovo rientrano nel vasto piano da 17 milioni di euro finanziato in parte con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la messa in sicurezza idrogeologica della problematica foce del torrente Argentina. La nuova infrastruttura, infatti, è a campata unita e consente un regolare deflusso della piena del fiume, migliorando la sicurezza rispetto a quella vecchia con quattro piloni sul greto del torrente. L’intervento fa il paio con la ristrutturazione delle arginature a monte dell’attraversamento. In totale sono 13,5 milioni di euro. La “fetta” restante comprende il recupero della foce in sé, a valle del ponte. Andrà a gara, assicura l’assessore Giampedrone, entro il 2026.
«Prevenzione prima di contare i danni»
Grande soddisfazione da parte degli amministratori locali, dopo un iter a tratti farraginoso. Sia Giuffra che Conio hanno sottolineato la necessità di intervenire strutturalmente per prevenire i disastri naturali. Conio stima che in 20 anni, la foce dell’Argentina sia costata circa 20 milioni di euro in danneggiamenti. Il progetto prevedeva una passerella alternativa per guadare il torrente, poi stralciata per difficoltà tecniche nella realizzazione. Il tratto di ciclabile avrebbe dovuto essere chiuso nella tarda primavera del 2025, ma il rischio di sversamenti in mare nelle delicate operazioni di scollegamento e riallaccio della rete fognaria nel pieno della stagione turistica avevano portato allo slittamento a ottobre. L’opera, strutturalmente, completata entro il 30 giugno del 2026 (comprese anche le rampe da 150mila euro per il bypass del ponte in attesa del completamento) . Poi è seguita una lunga fase di collaudo.
A inizio estate, le lavorazioni per la costruzione del collegamento avevano portato alla rottura di un collettore fognario e a un disastroso divieto di balneazione ad Arma di Taggia. Nonché ad alcune frizioni con Rivieracqua, l’azienda che gestisce il servizio idrico provinciale, per il quale Taggia ha ingaggiato un legale al fine di valutare una richiesta di risarcimento per il danno di immagine e circa 20mila euro di somme urgenze che il comune ha sborsato nell’immediato epr arginare il problema. «Sfido chiunque – ha detto l’assessore regionale Giampedrone – a completare un’opera così importante, così grande, senza incappare neanche in un imprevisto. Chi pensa sia un risultato ottenibile, non ha mai lavorato nel campo delle infrastrutture».
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