L'analisi del Governatore

Toti: “Anche noi avevamo dubbi sulla scelta della Liguria zona gialla”

Qualche sorpresa e cambio di toni nel punto del presidente della Regione sul Covid-19 in Liguria.

Toti: “Anche noi avevamo dubbi sulla scelta della Liguria zona gialla”
08 Novembre 2020 ore 09:21

Nel consueto aggiornamento di ieri sera sui numeri della pandemia in Liguria, il presidente della Regione Toti ha fatto il punto sulla situazione – che presenta luci ed ombre – ma anche affermato qualcosa che darà da pensare in merito allo scetticismo sulla classificazione ligure in zona gialla.

Covid-19, il punto di Toti

«Anche oggi i dati ci dicono che siamo sostanzialmente in linea con gli ultimi giorni, con una curva di contagi e una curva di ricoveri sostanzialmente stabili. Siamo in una situazione di grande difficoltà ma questo significa che le misure prese anche prima dell’ultimo Dpcm, prima su Spezia poi su Genova e poi sull’intera regione, dal divieto di assembramento al divieto di vendere alcolici la sera, forse iniziano a produrre qualche beneficio e speriamo facciano invertire la curva, che per il momento cresce meno di quanto ci si potesse aspettare tanto che l’Rt della Liguria è leggermente diminuito rispetto alle scorse settimane. Questo certamente non consola i nostri sanitari impegnati nei pronti soccorsi gremiti di persone. Il mio appello è ad andare in pronto soccorso solo se strettamente necessario evitando comportamenti insensati».

Così il presidente in merito ai dati del bollettino di ieri: che presentano luci ed ombre. Già, perché è verissimo che il numero di nuovi casi giornalieri si sia pressoché stabilizzato da tempo, attorno al migliaio abbondante, dunque una riduzione dell’Rt, ma il tasso di positività sul totale dei tamponi (stabilmente vicino al 20% sul totale assoluto, tra il 40 e il 50% sul totale di quelli davvero diagnostici e non di controllo) lascia intendere possano essere molti, moltissimi i contagi che sfuggono ai test.

Ricoveri in calo, ma pazienti trasferiti nelle strutture a bassa intensità

«Genova è probabilmente arrivata al plateau dell’epidemia – ha proseguito il presidente Toti – mentre stanno salendo le province, che sono un po’ in ritardo sul numero dei contagi. Calano leggermente le ospedalizzazioni: sembra un dato positivo ma ci sono alcuni temi da considerare, tra cui il fatto che alcuni pazienti, superata la fase acuta, sono stati spostati nelle strutture territoriali a bassa intensità di cura che abbiamo attivato sul territorio». Siamo stati più volte “critici” delle affermazioni di Toti in questi mesi, che ci hanno costretti a fact checking che talvolta le hanno trovate in fallo, più o meno parziale: l’anomalo calo delle ospedalizzazioni di ieri (-15 complessivamente), proprio alla vigilia delle decisioni governative su eventuali inasprimenti delle misure di contenimento in Liguria, avrebbe potuto sembrare sospetto, e la contestualizzazione, cautela e trasparenza del presidente al riguardo in questo caso è da sottolineare così come si è sottolineato quando qualcosa non quadrava.

Decessi prevalentemente di anziani: «Proteggiamoli, o continueremo a vedere ecatombi»

In merito ai 35 decessi registrati ieri, e riferiti anche ai giorni scorsi, il presidente Toti rileva che «solo 5 persone avevano meno di 65 anni mentre le altre erano più anziane, fino ai 98 anni. Per questo continuo a ripetere che bisogna tenere al riparo e proteggere le persone più fragili perché il Covid non ha lo stesso effetto su tutti. Una persona sana, senza patologie pregresse ovviamente, sotto i 60 anni passa qualche brutta giornata nella norma ma nel 99 per cento dei casi la supera e torna a casa. Mentre se si contagia mio padre o un vostro familiare anziano ha una seria possibilità di un esito drammatico. Noi stiamo mettendo in campo una serie di misure per proteggere queste persone, dai bonus per utilizzare i taxi ai custodi sociali per la consegna a casa della spesa e delle medicine ma tutti dobbiamo evitare di esporre al rischio chi può avere danni irreparabili, rinunciando magari al pranzo della domenica o ad affidare i nipotini ai nonni. Altrimenti continueremo a leggere un bollettino che è una vera ecatombe dei nostri nonni e questa è la cosa più drammatica dei giorni che stiamo vivendo».

Posti letto: a scarseggiare è il personale

Il presidente Toti ha ricordato che «stiamo lavorando per aumentare i posti letto: al San Martino sarà pronta lunedì la struttura della Croce Rossa con 24 posti letto completamente attrezzati per consentire ai pazienti che arrivano di avere un po’ più di spazio per aspettare di essere visitati mentre all’interno del pronto soccorso è stato installato un sistema per l’erogazione dell’ossigeno senza la necessità delle bombole. Lunedì ci sarà una riunione per aprire due piani del padiglione C dell’ospedale Galliera dove attivare una quarantina di posti letto. Detto questo, il vero tetto non sono gli spazi ma è il personale che è stremato, sta lavorando tantissimo e per questo rivolgo a tutti i sanitari il mio grazie di cuore, sincero e devoto per tutti coloro che sono impegnati in prima linea contro il Covid».

«Anche noi dubbiosi sulla scelta della Liguria zona gialla»

Per quanto riguarda il posizionamento da parte del ministero della Salute della Liguria in zona Gialla, il presidente Toti ha aggiunto: «Abbiamo trasmesso tutti i dati a Roma e il ministero, in base al nuovo sistema che prevede la classificazione delle regioni come gialle, arancioni o rosse sulla base di quei dati, ha messo la Liguria in zona gialla. Anche noi avevamo dubbi su questa scelta: so bene qual è la situazione della Liguria, so qual è la situazione dei nostri ospedali e dei pronto soccorso, so quanto soffrono artigiani, commercianti ristoratori e non solo loro, così come so bene quanto soffrono i nostri pronto soccorso e le persone che attendono di farsi visitare. Su quei dati possiamo discutere, aspetto di confrontarmi con il ministro Speranza e sarò grato se lo faremo perché magari insieme riusciremo a prendere le decisioni migliori per il nostro territorio». Affermazioni queste che potranno stupire, visto come Toti sia stato a lungo fra i più convinti sostenitori dello scenario “ottimista”, prima che le cose – come prevedibile e previsto da tutti gli esperti tranne un paio di singolari personaggi – precipitassero in queste settimane. Per non dire delle dichiarazioni come quelle di appena tre giorni fa, quali «Liguria gialla? È andata male per iettatori, pessimisti e menagrami»: il cambio di toni è evidente.

«Io non sono contrario se il governo dovesse rivalutare quei dati per chiederci qualche sforzo in più – ha aggiunto Toti – se è per il bene di tutti. Confrontiamoci e parliamone. Io ho sempre protetto le categorie economiche, ho aperto in anticipo assumendomi tutte le responsabilità e sono contrario anche ai miei colleghi quando dicono che la responsabilità è solo del governo che deve decidere da solo. Io voglio decidere insieme al governo per scegliere la cosa migliore e pensare cosa sia bene fare per evitare che i nostri cittadini si ammalino, per aiutare i nostri medici, per salvare il commercio durante il Natale. Ma nessuno si nasconda dietro false e vergognose accuse di inadempienze altrui. Abbiamo tutti i dati per decidere e confrontarci senza timore di assumere scelte difficili con responsabilità. Prendiamo le decisioni migliori, insieme», ha concluso il presidente ligure, tutto sommato con quella che appare un’apertura senza precedenti al confronto, dopo mesi di tensioni e scontri anche duri sulla questione fra i due fronti Regioni – Governo.

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