Il Tribunale di Imperia ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito, retto da Giuseppe Valditara (FdI) a risarcire due educatrici precarie, imperiesi, per abuso di contratti a termine.
«Abuso di contratti a termine». Tribunale condanna il Ministero a risarcire due educatrici precarie
In sostanza, la sentenza ribadisce che il risarcimento spetta agli educatori tanto quando agli insegnanti nello specifico caso in cui l’esecuzione delle supplenze superi i 36 mesi consecutivi. Segnatamente, a una educatrice con sei anni di contratti rinnovati annualmente (dal 2020-21 al 2025-26) è stato riconosciuto un risarcimento pari a 8 mensilità. A un’altra, cinque incarichi annuali, riconosciute 6 mensilità. Entrambe associate allo stesso convitto che serve un istituto superiore della Riviera dei Fiori per coprire posti vacanti.
Il giudice ha richiamato la sentenza Mascolo della Corte di giustizia dell’Unione europea (26 novembre 2014): la normativa italiana non può consentire il rinnovo senza limiti di contratti a termine su posti vacanti senza un rimedio per il lavoratore. Il risarcimento è stato liquidato secondo l’articolo 36, comma 5, del decreto legislativo 165 del 2001, poi modificato nel 2024, che prevede da 4 a 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, tenendo conto del numero dei contratti e della durata del precariato. Nel procedimento, il Ministero non si è costituito a giudizio, pertanto liquiderà i risarcimenti oltre al pagamento delle spese legali.
«Personale educativo spesso dimenticato, ma vive lo stesso precariato dei docenti»
Le due educatrici rappresentate dal legale aretino Amedeo Stoppa. «Il personale educativo dei convitti e degli educandati è spesso dimenticato, ma vive lo stesso precariato dei docenti – spiega -. Queste sentenze confermano che anche per gli educatori le supplenze annuali su posto vacante, ripetute oltre i 36 mesi, danno diritto al risarcimento, anche se si è ancora in servizio. Ogni posizione va comunque valutata sui contratti della singola persona».
Per gli educatori è il secondo riconoscimento importante del 2026: la Corte di Cassazione ha stabilito che la Carta del docente spetta anche al personale educativo, in una causa del Convitto Nazionale di Arezzo seguita dallo stesso Studio Stoppa insieme all’avvocato Alessia Baglioni.