"Chiamateci sempre"

Un arresto e due denunce per la truffa del “Finto Carabiniere”

Due distinte operazioni dell'Arma. Nei guai tre uomini, tutti di origine italiana

Un arresto e due denunce per la truffa del “Finto Carabiniere”

Nei giorni scorsi, due distinte operazioni condotte dalla Compagnia di Ventimiglia dei Carabinieri,  hanno portato alla denuncia di due individui e all’arresto in flagranza di reato di un terzo per la truffa del “Finto Carabiniere”.

Un arresto e due denunce per la truffa del “Finto Carabiniere”

La tecnica utilizzata dai criminali, in entrambi i casi, è stata quella, ormai consolidata, articolata in tre distinte fasi: la telefonata allarmante di  un finto Carabiniere che contatta la vittima, facendole credere che l’auto di un familiare era stata coinvolta in una grave rapina oppure in un incidente stradale; l’altrettanto fallace perizia o il finto pagamento all’avvocato per scongiurare fantomatiche “conseguenze legali”, con il truffatore convince la vittima della necessità di controllare i gioielli presenti in casa, al fine di escludere che si tratti del bottino della rapina, oppure della necessità di pagare un acconto agli avvocati; il ritiro a domicilio  poco dopo la telefonata, con un complice – spacciandosi per militare dell’Arma, avvocato o perito del Tribunale – che si presenta alla porta per prelevare i preziosi dalle mani dell’ignara vittima.

Questo è infatti quello che si è effettivamente verificato, nei giorni scorsi, ad Olivetta San Michele dove una donna 79enne, grazie anche alla prontezza di un familiare, ha però intuito l’inganno interrompendo immediatamente le comunicazioni con i malviventi e allertando il 112. Il rapido intervento dei militari della Stazione di Ventimiglia Principale e l’analisi delle telecamere di videosorveglianza hanno permesso alle pattuglie, già presenti sul territorio, di intercettare e fermare i due truffatori, ancora in zona e pronti a colpire nuovamente. Per entrambi, italiani di 52 e 48 anni, è scattata la denuncia a piede libero.

L’altro episodio ha visto invece un finto carabiniere che, dopo la telefonata di rito da parte di un complice, si è presentato alla porta di una 85enne di Ventimiglia, sicuro di poter mettere a segno il suo colpo. Ad attenderlo però ha trovato i veri carabinieri che, prontamente allertati dalla vittima, lo hanno arrestato in flagranza di reato. Dopo la convalida dell’arresto, per l’uomo, 44enne di origini italiane, è scattato l’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza, accompagnato da un foglio di via obbligatorio che gli impedirà di tornare a Ventimiglia per i prossimi tre anni.

L’appello dei Carabinieri: «Chiamateci anche se la truffa fallisce»

«L’Arma dei Carabinieri rinnova il suo invito alla massima attenzione e raccomanda di non fidarsi di richieste telefoniche anomale riguardanti denaro o gioielli – scrivono dal Comando provinciale dell’Arma -. Riagganciare immediatamente in caso di dubbio. Chiamare sempre il 112, anche quando il tentativo di truffa fallisce. Segnalare tempestivamente questi episodi è fondamentale per permettere alle forze dell’ordine di sapere che i malviventi sono in zona e fermarli prima che colpiscano altre persone. È opportuno rilevare che, nel rispetto dei principi costituzionali di presunzione di non colpevolezza, gli indagati sono allo stato attuale solamente indiziati di delitto. La loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’iter processuale e definita solo a seguito di un’eventuale sentenza di condanna definitiva».