Un mandria di 300 bovini selvatici minaccia il Dianese

Bovini: sono più di trecento i bovini non custoditi che continuano, da tempo ormai, a vagare indisturbati nei territori dell'entroterra dianese

Un mandria di 300 bovini selvatici minaccia il Dianese
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Sono più di trecento i bovini non custoditi che continuano, da tempo ormai, a vagare indisturbati nei territori dell'entroterra dianese, distruggendo tutto quello che trovano sul proprio cammino, come orti, piante e intere coltivazioni. L'allarme è di Coldiretti Liguria.

Avverte Coldiretti

"Non bastano le recinzioni a frenare gli attacchi, ma serve una strategia immediata e risolutiva - spiegano il presidente di Coldiretti Imperia Gianluca Boeri e il direttore provinciale Domenico Pautasso -. È un problema che si è acuito enormemente con il passare del tempo, con questi animali, ormai inselvatichiti, che si sono spinti sempre più a valle alla ricerca di cibo, colpendo in maniera sistematica, i comuni di Diano Arentino, Diano San Pietro, Villa Faraldi, San Bartolomeo e il Golfo Dianese, entrando nei recinti delle aziende agricole presenti, e compromettendo oltre alle produzioni in campo anche quelle future, danneggiando irreparabilmente le piante".

E ancora

"Questi capi in stato di abbandono - afferma - si sono moltiplicati arrivando ad un numero ormai ingestibile. La questione riguarda in primis le aziende agricole della zona, che hanno subito danni per migliaia di euro, avendo perso interi vigneti, orti, siepi, fiori, alberi da frutto ecc... ma è anche, a livello generale, un problema di sicurezza delle persone, nonché di igiene pubblica dal momento che anche le carcasse di questi animali rimangono abbandonate intaccando il suolo e le acque circostanti. Fino ad oggi a quasi nulla sono servite le manovre messe in atto dai Carabinieri Forestali e dalle Autorità competenti e, continuando a ricevere numerose segnalazioni, come Coldiretti Imperia siamo a chiedere che si intervenga per risolvere definitivamente e in tempi brevissimi la situazione. Se ciò non avverrà ci vedremo costretti a chiedere un intervento decisivo alla Procura della Repubblica."

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