SEI IN CARCERE

Un sanremese tra i 16 arrestati e indagati per il traffico dei rifiuti

Smantellata dai carabinieri una vasta rete criminale che operava nel nord Italia con l'illecito smaltimento di rifiuti e la creazione di discariche abusive

Un sanremese tra i 16 arrestati e indagati per il traffico dei rifiuti
Sanremo, 27 Maggio 2020 ore 18:40

C’è anche un sanremese tra i sedici indagati (6 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 7 con obbligo di firma)  nell’ambito di una maxi inchiesta condotta dalla Procura di Torino che ha smantellato una rete criminale dedita all’illecito smaltimento e traffico di rifiuti oltre alla realizzazione di discariche abusive ubicate in Piemonte, Lombardia e Veneto. Si tratta di un trasportatore 59enne di origini sudamericane, Cesar Gustavo Avila Garcia, del ’62, nato in Equador e residente a Sanremo, strada privata Vallarino 2. Avila Garcia è attualmente indagato con l’obbligo di firma.

Arresti e perquisizioni  in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia

I Carabinieri del NOE hanno dispiegato nella mattinata di oggi circa 200 militari tra Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia con arresti e perquisizioni e sequestri ordinati dal G.I.P. del Tribunale di Torino    Giacomo Marson, su richiesta della  Procura della Repubblica- D.D.A. L’indagine è coordinata dal Sost. Proc. Dott. Enrico Arnaldi di Balme.

Arrestati e indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti in concorso e realizzazione di discariche abusive ubicate in Piemonte, Lombardia e Veneto. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 9 capannoni industriali a Sale (AL), Breda Di Piave (TV), Oltrona San Mamette (CO), Ossona (MI), Cerrione (BI), San Pietro Mosezzo (NO), Pregnana Milanese (MI), Romentino (NO), Caltignaga (NO) e Momo (NO), riconducibili ad aziende operanti nel campo del trattamento dei rifiuti unitamente a vari automezzi  utilizzati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 3.000.000 di euro.

Il gruppo criminale smaltiva illegalmente rifiuti indifferenziati urbani e speciali provenienti prevalentemente da varie regioni del Nord Italia, attraverso lo stoccaggio ed il successivo abbandono in capannoni industriali dismessi.

Le indagini hanno avuto origine da un monitoraggio condotto  dal Gruppo CC TA di Milano, responsabile del coordinamento dei dieci Nuclei Operativi Ecologici del Nord Italia, sul fenomeno degli incendi ai danni degli impianti formalmente autorizzati alla gestione dei rifiuti e di diversi capannoni industriali adibiti a discariche abusive, avviato nel marzo 2018 a seguito della recrudescenza di tale fenomeno.

2 foto Sfoglia la gallery

E’ così stata scoperta un’articolata rete criminale costituita da diversi soggetti, alcuni dei quali collegati direttamente e/o indirettamente ad imprese operanti nel settore dei rifiuti, altri privi di qualsivoglia titolo autorizzativo che, attraverso operazioni continuative e con ruoli diversi, in modo organizzato, condividevano un articolato e rodato programma criminoso che prevedeva lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali per il conseguimento di un profitto ingiusto.

Tutti gli arrestati e indagati

MISURA CAUTELARE IN CARCERE:

TOMMASI CLAUDIO, NATO A NOVARA IL 14 MAG 1982, RESIDENTE A SORISO (NO), VIA ROMA N.25, AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA SOCIETÀ DI TRATTAMENTO RIFIUTI “TOMMASI SRL”, SITA IN SALE (AL), VIA STRAMESI N.1;

LUPO LORENZO, NATO A BERGAMO IL 7 DIC 1972, RESIDENTE A GARGALLO (NO), VIA DEI PARTIGIANI N.20, PROPRIETARIO DELLA SOCIETA’ DI LAVORAZIONE E COMMERCIO DI MATERIE PLASTICHE “ECO.AMBIENTE SRLS”, SITA IN CALTIGNAGA (NO), VIALE GIULIO CESARE N.22;

COVA SERGIO, NATO A VARESE IL 22 MAR 1976, IVI RESIDENTE IN VIA PERLA N.4, DOMICILIATO IN LAVENO MOMBELLO (VA), VIA LABIENA N.75, AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA SOCIETA’ “ECO.AMBIENTE SRLS”;

PESCE GIUSEPPE, NATO A SCILLA (RC) IL 6 LUG 1988, RESIDENTE A ROSARNO (RC), VIA ERODOTO N.6, DOMICILIATO A BESANA BRIANZA (MB), VIA CARLO FERRARIO N.15, AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA SOCIETÀ “ECO.AMBIENTE SRLS”;

CARIDI GIOVANNI, NATO A TORINO IL 15 MAG 1978, RESIDENTE A MEDIGLIA (MI), VIA MANARA N.4, GESTORE DELLE DISCARICHE ABUSIVE DI CERRIONE (BI), PREGNANA MILANESE (MI), SAN PIETRO MOSEZZO (NO) E ROMENTINO (NO);

NAPOLI ANTONINO, NATO A POLISTENA (RC) IL 28 MAG 1954, RESIDENTE IN RUBIERA (RE), VIA SECCHIA N.10, GESTORE DELLE DISCARICHE ABUSIVE DI CERRIONE (BI), PREGNANA MILANESE (MI), SAN PIETRO MOSEZZO (NO) E ROMENTINO (NO),

MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI:

VEZZALINI MASSIMILIANO, NATO A MODENA IL 15 GIU 1967, IVI RESIDENTE IN STRADA GHERLINO N.60, DOMICILIATO IN PISOGNE (BS), VIA PIEVE N.19, RESPONSABILE COMMERCIALE DELL’IMPRESA DI SMALTIMENTO RIFIUTI “ECHO SRL”, SEDE LEGALE IN COSTA VOLPINO (BG), VIA AURORA N.4;

MOLINARI MATTEO, NATO A BUSTO ARSIZIO (VA) IL 30 SET 1983, IVI RESIDENTE IN VIA MAZZINI N.38, AMMINISTRATORE UNICO DELLA SOCIETA’ DI RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI “SMR ECOLOGIA SRL”, SITA IN COMO, VIA SCALABRINI SNC;

FRUSTILLO DANIELE, NATO A CARIATI (CS) IL 22 DIC 1985, RESIDENTE A BUSTO ARSIZIO (VA), VIA ANTONIO CANTORE N.1, DIPENDENTE DELLA SOCIETA’ “SMR ECOLOGIA SRL”.

MISURA CAUTELARE DELL’OBBLIGO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.:

ANGI STEFANO, NATO A SEGRATE (MI) IL 25 DIC 1988, RESIDENTE A FENEGRO’ (CO), VIA COMO N.10/D, DOMICILIATO IN FINO MORNASCO (CO), VIA CRISTOFORO COLOMBO N.19, DIPENDENTE DELLA SOCIETA’ OPERANTE NEL CAMPO DEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI “NORTHERN TECNOLOGY SRL”, SITA IN MILANO, VIA MACCHI N.8;

AQUILINO DOMENICO, NATO A CARDETO (RC) IL 10 APR 1958, RESIDENTE A FIORANO MODENESE (MO), VIA GHIARELLA N.24, TITOLARE DELL’IMPRESA DI LOGISTICA “SUN & WIND”, SEDE LEGALE IN CARDETO (RC), VIA CAMPI SNC;

DELLA VALLE GERARDO, NATO A AVELLINO IL 2 FEB 1954, RESIDENTE A MARCALLO CON CASONE (MI), VIA CLERICI N.40, GESTORE DELLA DISCARICA ABUSIVA DI CERRIONE (BI);

LANZAFAME QUIRINO, NATO A BITTI (NU) IL 23 MAG 1956, RESIDENTE A CATANIA, VIA USTICA N.1, INTERMEDIARIO ABUSIVO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI;

ASSANELLI MAURIZIO, NATO A TREVIGLIO (BG) IL 3 FEB 1964, RESIDENTE A PAGAZZANO (BG), VIA DELLE INVENZIONI N. 58, LEGALE RAPPRESENTANTE DELLA SOCIETA’ “ASSANELLI AUTOTRASPORTI SRL”;

AVILA GARCIA CESAR GUSTAVO, NATO IN EQUADOR IL 3 NOV 1962, RESIDENTE A SANREMO (IM), STRADA PRIVATA VALLARINO N.2, TRASPORTATORE;

CARACUNDO GUAMAN WALTER OSVALDO, NATO IN EQUADOR IL 14 LUG 1977, RESIDENTE IN TREZZANO ROSA (MI), VIA PRIMO MAGGIO N.22, AMMINISTRATORE DI FATTO DELLA SOCIETA’ DI TRASPORTI “SPIRIT SRL”, SEDE LEGALE IN ERBA (CO), CORSO BARTESAGHI N.27/A.

Nel corso delle attività, venivano individuati i soggetti colpiti dall’odierno provvedimento cautelare che rivestono, nell’ambito dell’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti smantellata gravitante sulle società TOMMASI Srl di Sale (AL) ed ECO Ambiente di Caltignana (NO), i seguenti ruoli:

– produttori rifiuti o i primi ricettori dei rifiuti, soggetti solitamente in regola con le autorizzazioni ed interessati al conferimento di grossi quantitativi di rifiuti verso imprese autorizzate, almeno formalmente, a riceverli. Si tratta di società solide sia dal punto di vista patrimoniale che da quello economico, con numerosi rapporti contrattuali per la raccolta di rifiuti. Pertanto, provare il coinvolgimento di questi soggetti nel traffico di rifiuti è difficoltoso stante la regolarità formale del loro operato;

– gli imprenditori titolari di una formale autorizzazione al trattamento dei rifiuti (quasi sempre inefficace per l’assenza delle garanzie fideiussorie obbligatorie), utilizzati dai primi per il conferimento apparentemente regolare dei rifiuti ma in realtà poi destinati a capannoni adibiti a discariche abusive e mai smaltiti regolarmente. In questo caso si tratta di società non patrimonializzate, spesso gestite da prestanome e destinate ad avere una durata breve nel tempo;

– i trasportatori, titolari di regolare autorizzazione al trasporto di rifiuti, che si prestano a trasportare rifiuti verso siti non autorizzati, con documentazione di trasporto (FIR) falsa o comunque irregolare

– soggetti che si occupano del reperimento dei capannoni da adibire a discarica abusiva, proponendoli ai produttori (o intermediari) dei rifiuti e agli imprenditori titolari della formale autorizzazione, che acquisiscono in uso tali capannoni e vi stipano i rifiuti loro conferiti dai produttori (o intermediari);

– soggetti che si occupano anche della intermediazione abusiva nel settore, mettendo in contatto i produttori/intermediari dei rifiuti con le imprese formalmente titolate a ricevere rifiuti e con i trasportatori disponibili ad attività illegale.

Le attività delittuose si estrinsecavano principalmente attraverso un flusso articolato di rifiuti reso possibile attraverso il compimento di due operazioni illegali che si possono distinguere:

nei “TRASBORDI”: i rifiuti in arrivo/entrata presso gli impianti della società oggetto d’indagine venivano scaricati dagli automezzi di trasporto e stoccati all’interno e/o all’esterno del sito per un tempo breve (alcune ore). I rifiuti – così come ricevuti dal produttore – venivano ri-caricati su di un automezzo (che i soggetti indagati in gergo chiamato “navetta”) di proprietà di una ditta di “fiducia” e smaltiti abusivamente presso i capannoni industriali prescelti da destinare a discarica abusiva di rifiuti; un’operazione del tutto clandestina di trasferimento illegale di rifiuti da camion a camion;
nell’operazione meramente cartolare denominata “GIRO BOLLA”, attraverso la quale il gestore dell’impianto fa apparire adempiuti gli obblighi di ricevimento e recupero senza in realtà neanche scaricare dal mezzo i rifiuti ricevuti con regolare formulario di identificazione mentre all’autista del mezzo che li trasferisce (anche in questo caso di “fiducia”) viene rilasciato un documento di trasporto che attesta formalmente il trasferimento di materiale ottenuto da operazioni (fittizie) di recupero e/o riciclaggio.

Le verifiche e i controlli eseguiti sui vari siti via via individuati consentivano di ricostruire il modus operandi del gruppo criminale che operava attraverso:

il controllo di un impianto formalmente autorizzato dagli Enti competenti al ricevimento, recupero e/o smaltimento di rifiuti speciali;
la disponibilità diretta di uno o più capannoni dismessi acquisiti attraverso contratti di locazione, privi di qualsivoglia titolo autorizzativo alla gestione dei rifiuti, nonché sprovvisti dei presidi antincendio, dove poter stipare abusivamente i rifiuti;
la presentazione presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) di un’istanza diretta ad avviare un procedimento amministrativo al fine di ottenere un’ autorizzazione in regime semplificato per il recupero di rifiuti non pericolosi. Tale tipo di richiesta rappresenta spesso un particolare escamotage amministrativo a cui fare ricorso per eludere i controlli perché fornisce una apparente legittimazione formale all’attività posta in essere nei capannoni industriali acquisiti per stoccarvi i rifiuti;
la retribuzione dei proprietari/detentori dei capannoni dismessi (che in alcuni casi risultavano tuttavia ignari attesa la formalizzazione di contratti aventi motivazioni di fantasia), privi di autorizzazioni relative alla gestione dei rifiuti, soggetti che, non avendo altro modo di mettere a reddito gli immobili, privi di valore commerciale effettivo, si adoperano per rendere utilizzabile il sito illegale dai detentori “autorizzati” dei rifiuti, dietro corresponsione di denaro versato da quest’ultimi in contanti oppure tramite carte prepagate intestate a soggetti a loro non direttamente riconducibili;
la collocazione presso i capannoni dismessi di un carrello elevatore (muletto) per poter scaricare i rifiuti gestiti e “impilarli” al fine di aumentare le capacità di stoccaggio nel sito illegale. Muletti che, come le indagini hanno dimostrato, vengono spostati da un sito illegale all’altro, la cui proprietà è a volte condivisa tra gli intermediari nell’acquisizione della disponibilità dei siti e i detentori del rifiuti;
il demandare la movimentazione dei rifiuti nei capannoni dismessi a manovalanza extracomunitaria (con poche pretese economiche da retribuire a giornata lavorativa, in nero);
l’affidamento del trasferimento dei rifiuti (dal produttore all’impianto controllato oppure dal produttore direttamente al capannone dismesso) ad imprese di trasporto colluse in quanto cointeressate al traffico;
l’utilizzo di sistemi di comunicazione diversi dai sistemi ordinari (in particolare tramite l’applicazione whatsapp) ricorrendo anche all’impiego di utenze telefoniche intestate a prestanome (perlopiù extracomunitari) allo scopo di costituire una “rete” di comunicazione segreta e parallela a quella ufficiale.

I rifiuti vengono pertanto immessi nel circuito illegale utilizzando un falso codice dell’elenco europeo dei rifiuti (EER) riferito prevalentemente a “plastica e gomma” oppure a” imballaggi di materiali misti”, cioè rifiuti su cui è ancora possibile un recupero di materia, in luogo del corretto codice corrispondente ai rifiuti che non presentano frazioni valorizzabili, che possono quindi essere smaltiti solo in discarica autorizzata o termovalorizzatore.

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Curiosità