Movimento Cinque Stelle

Velox di Porra: «Ci ha rimesso chi si è fidato del comune»

«C'è chi non ha fatto ricorso pensando fosse tutto in regola. Incassati nove milioni, divisi tra l'ente e la società concessionaria»

Velox di Porra: «Ci ha rimesso chi si è fidato del comune»

Il Movimento Cinque Stelle di Ventimiglia interviene nuovamente sul famigeratovelox di Porra, puntando il dito contro i 9 milioni incassati e divisi tra concessionario e Comune. Soldi che provengono da coloro che hanno scelto di non ricorrere contro le sanzioni, al netto dei numerosi risarcimenti erogati a chi, invece, ha impugnato la multa.

Velox di Porra: «Ci ha rimesso chi si è fidato del comune»

«C’è una cosa, nella storia dell’autovelox di Porra, che dovrebbe farci riflettere più di tutte – così i Pentastellati in una nota stampa -. Riguarda tutti coloro che non hanno fatto ricorso. Coloro che hanno ricevuto la multa, l’hanno guardata e hanno pensato la cosa più normale del mondo: “La manda il Comune. Sarà tutto in regola” e hanno pagato. Altri cittadini, invece, hanno deciso di rivolgersi a un giudice e hanno ottenuto l’annullamento delle sanzioni, con condanne del Comune alle spese e, nei casi in cui è stato disposto, anche al risarcimento. Stesso apparecchio, stesso Comune, ma conseguenze completamente diverse. E qui entra un numero enorme».

«Incassi per nove milioni di euro»

«Secondo la ricostruzione dell’avvocato Mazzola riportata dalla stampa, dall’estate 2023 gli automobilisti avrebbero versato circa 9 milioni di euro per le sanzioni rilevate a Porra, somme ripartite tra Comune e concessionaria – spiegano -. Nove milioni di euro. Dietro quella cifra, ci sono persone che magari hanno rinunciato a contestare per non perdere tempo, persone che non potevano permettersi un avvocato, persone che semplicemente si sono fidate dell’istituzione che aveva mandato loro quel verbale».

«Se il comune per primo non rispetta la Cassazione…»

«Come Movimento 5 Stelle – concludono – avevamo già posto questo problema della fiducia nell’istituzione – Comune e in chi lo governa, proprio perché è difficile chiedere ai cittadini di rispettare la legge se chi amministra, per primo, non rispetta la Cassazione e non garantisce che i propri atti siano conformi alla legge. Ed è questo il punto che dovrebbe interrogare il sindaco Di Muro. Quando accade che chi contesta un atto riesce a farselo annullare e chi invece si fida di quello stesso atto paga, il problema non è più soltanto giudiziario. È un problema di fiducia. Giunti a questo punto, la domanda per il sindaco è la seguente: cosa diciamo oggi a tutte quelle persone che hanno pagato proprio perché si sono fidate del Comune?
Un’istituzione dovrebbe insegnare ai cittadini che possono fidarsi, non che avrebbero fatto meglio a fare ricorso. Questo per un Comune è il problema più grande»