Imperia senza padroni

Zarbano: «Ecco le criticità del servizio idrico. Quanta acqua perdiamo per strada?»

Il consigliere chiede di conoscere la reale entità delle perdite che si verificano sulla rete della Provincia di Imperia

Zarbano: «Ecco le criticità del servizio idrico. Quanta acqua perdiamo per strada?»

Con una nota stampa, il consigliere di opposizione Luciano Zarbano (Imperia senza Padroni) punta nuovamente il dito sulla crisi idrica imperiese. Soprattutto, elencando le criticità che affliggono il territorio, dai disservizi alla dispersione idrica dovuta al cattivo stato delle condutture.

Zarbano: «Ecco le criticità del servizio idrico. Quanta acqua perdiamo per strada?»

«Il Presidente della Provincia – scrive Zarbano – continua a pubblicizzare, con ogni forma di comunicazione, i risultati straordinari, anche se parla di “difficoltà puntuali e localizzate”. Ecco dove sono, e da quanto erano note. A Ronchi Brighei, alle spalle di Porto Maurizio, i residenti riferiscono che una quarantina fra famiglie e attività convive con problemi di approvvigionamento da circa un mese e mezzo, e che alla vigilia di Ferragosto sono rimaste quattro giorni senza acqua. Raccontano di decine di segnalazioni documentate a Rivieracqua e al Comune, rimaste senza risposta risolutiva. A Montegrazie, la notte fra il 10 e l’11 agosto il servizio si è interrotto e, secondo gli utenti, al ripristino l’acqua è tornata “marrone, torbida”, senza che nessuno li avesse avvisati. Anche in via Croce di Malta alla Marina sono state segnalate delle perdite. Ronchi Brighei e Montegrazie non sono Comuni autonomi. Sono Imperia, sono servite dal gestore unico, e la Provincia ne è l’Ente di Governo d’Ambito».

«Il Presidente della Provincia elenca i razionamenti dell’Inghilterra, della Francia, di oltre mille Comuni italiani, e rivendica di aver evitato quelli “verificatisi in altri territori”. Ma tra la fine di giugno e luglio almeno sei Comuni dell’entroterra avevano già adottato ordinanze o avvisi di limitazione degli usi e non potabilità: Prelà, Pieve di Teco, Vasia, Villa Faraldi, Apricale e Pigna. Non sono provvedimenti identici, ma documentano criticità locali già formalizzate prima delle comunicazioni dello stesso Presidente. Si potrà replicare che alcuni Comuni hanno scelto la gestione autonoma. È vero. Ma la Provincia è Ente di governo d’ambito di tutti i Comuni, autonomi compresi, e nel 2024 ha commissionato la verifica dei loro requisiti di legge. Oggi sarebbe importante rendere pubblico l’esito».

«Sui numeri, una sola osservazione. Il Presidente della Provincia scrive che i prelievi dal Roja sono saliti da circa 70.000 metri cubi al giorno in giugno a circa 92.000 dall’8 agosto. Ne prendiamo atto. La domanda che manca è un’altra: di quell’acqua, quanta è arrivata ai rubinetti? Il dato più recente che la Provincia stessa ha trasmesso ad ARERA risale al 2023, ed indica le perdite di rete al 47,95 per cento. Ma oggi com’è la situazione? Secondo fonti non confermate oggi si attesterebbe al 65%. Ma atteniamoci ai dati ufficiali, anche se datati. E nello stesso atto diretto ad ARERA la Provincia ha dovuto dichiarare che manca il prerequisito sulla misurazione, perché solo meno del 90 per cento dei volumi di utenza risulta misurato. Quindi le domande sono due: siamo in condizione di misurarla con precisione? Quanta acqua realmente perdiamo? Comunque prelevare di più è una risposta all’emergenza. Non è un risultato straordinario. È quello che si fa quando le perdite non si riescono a ridurre.»

«Secondo ARPAL, l’inverno 2025-2026 in Liguria ha chiuso con un’anomalia positiva di quasi 122 millimetri rispetto alla media, e nel dicembre 2025 l’entroterra imperiese ha registrato cumulate superiori ai 200 millimetri, con punte oltre i 300 in montagna. Se l’inverno è stato più piovoso della media, la domanda è dove è finita quell’acqua? »

«Sull’invito a non sprecare l’acqua, siamo d’accordo senza riserve. Chiedere ai cittadini di risparmiare gocce d’acqua impegna però chi lo chiede a dire quante se ne perdono per strada».