Nel 2025 l’artigianato ligure ha mostrato una sostanziale tenuta, con un equilibrio complessivo tra iscrizioni e cessazioni vicino allo zero. A livello provinciale, Imperia si distingue per dinamismo e capacità di crescita. Secondo i dati elaborati dal centro studi di Confartigianato Liguria, la provincia ha registrato 585 nuove iscrizioni e 524 cessazioni, con un saldo complessivo di +61 imprese, risultando la performance migliore della regione.
Costruzioni: il settore trainante
Il settore edilizio continua a rappresentare il cuore dell’artigianato imperiese. Le costruzioni nella provincia hanno registrato un saldo positivo di +74 imprese, contribuendo in maniera significativa al totale regionale di +112.
“Siamo di fronte all’ennesima conferma che il grande lavoro svolto in questi anni dalla Regione Liguria in materia di rigenerazione urbana ed edilizia sta portando i benefici auspicati”, commenta l’assessore regionale Marco Scajola.
“Dal 2015 a oggi in questo campo abbiamo affiancato a una costante semplificazione delle norme, basti pensare al Piano Casa e alla legge regionale 23 del 2018, una serie di investimenti economici senza precedenti. Tra edilizia residenziale pubblica e scolastica abbiamo stanziato sul territorio oltre 430 milioni di euro, a questi vanno aggiunti 182 interventi di rigenerazione urbana per un investimento complessivo di 46 milioni di euro e i tre maxi progetti Pinqua, risultati tra i migliori in Italia, di Marinella di Sarzana, Pigna di Sanremo e Genova Begato. Ringrazio Confartigianato per questa puntuale analisi e per il proficuo lavoro svolto in collaborazione con l’ente regionale. Proseguiremo sulla strada tracciata supportati da questi numeri positivi e dalla certezza che l’edilizia sia un settore trainante per l’economia ligure”.
Manifatturiero e trasporti
Più complesso il quadro del manifatturiero artigiano a Imperia, con un saldo negativo di -15 imprese. Il settore soffre per costi di produzione elevati e domanda ridotta, evidenziando la necessità di sostegno per innovazione e transizione.
Nel trasporto e magazzinaggio, invece, la provincia mostra segnali positivi (+13 imprese), a dimostrazione di una resilienza locale che contrasta le tendenze più fragili registrate in altre aree liguri.
Una sfida di consolidamento e ricambio generazionale
“I dati del 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo, con una capacità diffusa di avviare nuove attività anche in una fase economica complessa”, sottolinea Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria.
“Allo stesso tempo, il numero aumentato di aperture e chiusure ci dice che molte imprese faticano a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa. Le politiche messe in campo negli ultimi anni hanno avuto un ruolo importante, ma è fondamentale garantirne la continuità e rafforzare gli strumenti di accompagnamento, per aiutare le imprese artigiane a superare le fasi più delicate e costruire prospettive di sviluppo stabile”.