Pet economy: 106 imprese artigiane in Liguria: Imperia tra le province con la quota più alta

Nel settore degli animali da compagnia l’artigianato pesa per il 78,9% in provincia di Imperia e genera 32 milioni di euro di spesa

Pet economy: 106 imprese artigiane in Liguria: Imperia tra le province con la quota più alta

Sono 106 le imprese artigiane liguri attive nei servizi di cura per animali da compagnia. Un comparto che anche in Liguria si conferma tra i più dinamici dell’economia, intercettando direttamente i nuovi stili di vita delle famiglie.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Liguria su dati Unioncamere-Infocamere, in Italia operano 14.597 imprese artigiane nel settore, con una crescita del +92,3% negli ultimi dieci anni e del +5,2% nell’ultimo anno.

Liguria sopra la media nazionale

In Liguria l’artigianato rappresenta il 63,1% del totale delle imprese del comparto, una quota superiore alla media nazionale (59%). Il dato evidenzia una presenza particolarmente radicata nel territorio regionale.

Il peso dell’artigianato è ancora più marcato in alcune province: alla Spezia quasi nove imprese su dieci sono artigiane (88,2%), mentre a Imperia la quota raggiunge il 78,9%, e a Savona il 65,9%. Genova concentra il maggior numero di imprese in valore assoluto, con 42 realtà artigiane attive.

Spesa in crescita: 32 milioni a Imperia

L’espansione del settore è sostenuta anche dall’aumento della spesa delle famiglie. Secondo Istat, in Italia si contano oltre 25 milioni di animali domestici e la spesa per il loro benessere ha superato i 6,7 miliardi di euro, con un incremento del +76% nell’ultimo decennio.

In Liguria la spesa per prodotti e servizi legati agli animali da compagnia si attesta a 233 milioni di euro. Genova si piazza al nono posto in Italia con 128 milioni, Savona registra 41 milioni, mentre Imperia e La Spezia si attestano a 32 milioni di euro ciascuna.

Un settore radicato e non delocalizzabile

I numeri confermano la capacità dell’artigianato ligure di intercettare nuovi bisogni e trasformare un cambiamento sociale in opportunità imprenditoriale. Il comparto comprende servizi qualificati come toelettatura, educazione cinofila, pensioni per animali e assistenza personalizzata.

Si tratta di attività che richiedono competenze tecniche, aggiornamento continuo e una forte relazione con il cliente. La pet economy può rappresentare anche un ambito strategico sul fronte del ricambio generazionale e dell’autoimprenditorialità, trattandosi di servizi radicati nel territorio, sostenuti da una domanda interna stabile e difficilmente delocalizzabili.

Grasso: “Sostenere credito e formazione”

“I dati confermano che l’artigianato è capace di evolvere e intercettare i nuovi stili di vita delle famiglie – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria –. La pet economy dimostra come le micro e piccole imprese sappiano trasformare un cambiamento sociale in sviluppo economico. Parliamo di attività che richiedono professionalità e qualità del servizio. Per questo è fondamentale continuare a sostenere queste imprese, facilitando l’accesso al credito, la formazione e l’avvio di nuove attività, soprattutto per i giovani che scelgono di investire in questo settore”.

Ferro: “Tutela degli animali e opportunità occupazionali”

“L’aumento dei servizi dedicati agli animali d’affezione è il segno di una società che riconosce sempre più il valore della relazione uomo-animale – afferma Simona Ferro, assessore agli animali d’affezione –. È positivo che in Liguria questo settore veda una forte presenza di imprese artigiane, che garantiscono professionalità, qualità e radicamento nel territorio. Il nostro impegno è promuovere uno sviluppo equilibrato del comparto, che tuteli il benessere degli animali e favorisca al tempo stesso opportunità occupazionali e imprenditoriali”.