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Allarme flussi migratori: Confesercenti chiede un commissario ad acta al governo

Un commissario ad acta per affrontare l'emergenza umanitaria e sociale data dal massiccio afflusso di migranti al confine di Ventimiglia

Allarme flussi migratori: Confesercenti chiede un commissario ad acta al governo
Politica Ventimiglia, 20 Settembre 2021 ore 10:09

Confesercenti chiede la nomina di un commissario ad acta

Un commissario ad acta per fronteggiare l'emergenza umanitaria e sociale data dal massiccio afflusso di migranti al confine italo francese di Ventimiglia è stato chiesto al governo italiano dalla segretaria provinciale di Confesercenti. "Un commissario con pieni poteri atti a poter agire con tutti i provvedimenti necessari per la tutela sanitaria e della sicurezza delle persone che vivono, lavorano e transitano in questa città - è scritto in una nota a firma del presidente provinciale Ino Bonello e del segretario, Sergio Scibilia - che si occupi dell'emergenza umanitaria dei migranti che passano da questo territorio, abbandonati al loro destino e molto spesso gestiti dalle organizzazioni criminali". In una dettagliata premessa, Bonello e Scibilia mettono in luce le difficoltà nella gestione del fenomeno migratorio "con tutti i limiti strutturali e le contraddizioni con cui l'Europa sta affrontando un simile evento", che aumenta la situazione di crisi a Ventimiglia.

"Nella nostra città, per quanto attiene la gestione dell’accoglienza, non è stato dato nessun riconoscimento alla variabile dell’esplosione della pandemia, con strumenti eccezionali per le esigenze di tutela della salute. La situazione in città vede, oggi, a fronte di una forte presenza di forze dell'ordine, una scarsa rete di accoglienza, funzione delegata al mondo del volontariato, con assenza totale di spazi dedicati per le migliaia di persone, di famiglie, di bambini che transitano per riparare nella vicina Francia".

Un problema sociale e sanitario

Non esistono, infatti, luoghi dove dormire, lavarsi, soddisfare i propri bisogni fisiologici; ma neppure centri di assistenza sanitaria, tutto il lavoro che si vede in città è opera esclusiva del volontariato. "Conseguenza immediata di ciò' è una mole di persone che “vivono” su binari della stazione ferroviaria e lungo il suo sedime, in casolari abbandonati, nei giardini pubblici, per strada, negli androni dei condomini - si legge - dove oltre a riposare, si lavano, soddisfano i propri bisogni umani, senza limiti e barriere, in assoluta libertà. Questa situazione inumana sta causando anche diffusi atti di violenza urbana con scontri con le forze dell'ordine, rapine, scippi, atti di vandalismo oltre ad un diffuso degrado umano e sanitario". Molti commercianti vivono nel terrore di essere oggetto di azioni sconsiderate da parte di persone disperate, oltre a subire quotidianamente e costantemente un forte calo degli affari causato dalla diffusa nomea di “città da paura” o “città del degrado”.

Sotto accusa la mancanza di centri di assistenza sanitaria, presidi medici di controllo della pandemia Covid, assistenza psicologica dedicata. "Ogni giorno aumenta la sensazione di insicurezza dei cittadini, degli operatori commerciali e dei loro clienti, aumentano i fatti di cronaca, i casi di violenza e spesso emerge anche una mancanza di strumenti giuridici idonei a supporto del lavoro degli agenti di polizia. Concretamente la città di Ventimiglia è diventata una 'città da paura', sporca, con migliaia di persone disperate in mano a strutture organizzate che gestiscono il passaggio clandestino verso la Francia, estorcendo loro denaro e prestazioni in natura".

Persone disperate senza nessuna minima condizione di salute

di igiene personale e di dignità umana, una parte accolti dalle braccia dei volontari della Caritas che forniscono pasti caldi o di organizzazioni umanitarie straniere di cui pochi conoscono l'identità e la qualità dell'assistenza fornita. Anche l'economia cittadina sta subendo forti conseguenze da questa emergenza, con molte attività pronte a trasferirsi in altre realtà e nuove non più interessate ad insediarsi in una zona che storicamente è approdo di un milione di turisti francesi annui, una città con una forte rete commerciale, situata al confine con la Costa Azzurra e pochi chilometri dal Principato di Monaco.

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