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Il sottosegretario alla Difesa Mulè a Ventimiglia per un vertice con prefetto e sindaco

Il sottosegretario alla difesa Giorgio Mulè ha partecipato, oggi a Ventimiglia, a un vertice con il Prefetto e i sindaci

Il sottosegretario alla Difesa Mulè a Ventimiglia per un vertice con prefetto e sindaco
Politica Ventimiglia, 12 Aprile 2021 ore 13:55

Migranti, dimezzati i respingimenti alla frontiera

“Al confine di Ventimiglia sono già operative ulteriori trenta unità della Polizia di Stato: sei appartenenti alla polizia di frontiera, le rimanenti al reparto mobile, in supporto a quelle già presenti. Grazie al loro operato, abbiamo dimezzato i respingimenti dalla Francia, che sono scesi dai circa 100 di metà marzo ai cinquanta di oggi”.

Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, a Ventimiglia, a margine di un vertice sull’immigrazione, che si è svolto in Comune, alla presenza del prefetto di Imperia, Alberto Intini, del sindaco di della città di confine, Gaetano Scullino e dei rappresentanti delle forze armate.

Nel corso del proprio intervento, parlando dell’operazione Strade Sicure, che prevede la presenza dell’esercito sulle strade di tutta Italia, e anche alla frontiera, Mulè ha sottolineato: “E’ un’operazione del ministero della Difesa, che impegna dal 2008 migliaia di soldati per compiti di vigilanza e supporto alla pubblica sicurezza. I nostri militari sono impegnati anche in Liguria. Attualmente, su Ventimiglia, abbiamo un contingente operativo di 45 militari, in supporto alle forze dell’ordine e 8.000 in tutta Italia”. Mulè ha poi sottolineato che: “Questa operazione subirà una graduale diminuzione, essendo nata per compiti di urgenza, ma la presenza su questo territorio non subirà alcun ridimensionamento”.

Ventimiglia non è una seconda Lampedusa

“Si tende a pensare che su Ventimiglia arrivino i migranti di primo approdo, come se fosse una Lampedusa. Ma non è così. Ventimiglia è un punto di transito nel quale i dati ci dicono che circa il 70 per cento degli stranieri fermati è regolare, già in possesso di permesso di soggiorno che li autorizza a circolare”. Il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, nel ribadire i continui confronti con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, parla anche dei flussi migratori e aggiunge: “Il nostro compito è di evitare, che arrivi a Ventimiglia chi non è regolare”.

In questo caso l’onorevole ha ribadito la necessità di istituire un tavolo assieme ai dirigenti della polizia ferroviaria, del questore e di tutte le istituzioni interessate, affinché venga attuato un filtro, in modo da bloccare gli stranieri non regolari già sul treno, in particolare sulle direttrici Roma-Genova e Genova-Ventimiglia. “Un modo di fare prevenzione – ha poi aggiunto – per evitare situazioni, se non proprio di emergenza, sicuramente di grossa pressione. Ci sarà comunque un’altra riunione operativa lunedì prossimo, per dare seguito a una direttiva precisa di filtro dalla capitale fino a Ventimiglia”.

Dai sindaci del comprensorio di Ventimiglia alloggi per i migranti

Due ex caserme a Pigna e una a Ventimiglia; l’attuale sede distaccata della Protezione civile a Bordighera e uno stabile gestito dall’associazione umanitaria “Ancora” sempre nella città di confine: quattro edifici che a breve saranno destinati all’accoglienza di famiglie e minori stranieri, ma anche italiani, qualora versino in stato di bisogno: ad esempio donne vittime di violenza domestica.

E’ quanto annunciato dal sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, a margine dell’odierno vertice di Ventimiglia, al quale erano presenti anche Gaetano Scullino, sindaco della città di confine e Vittorio Ingenito, sindaco di Bordighera. “L’impegno condiviso dal governo e messo in atto dal prefetto, ma ne abbiamo anche parlato con i sindaci presenti, è di evitare in tutti i modi di concentrare, come già successo in passato, i migranti in transito a Ventimiglia – ha affermato Mulè -. Ciò significa prevedere una sorta di rete capillare sul territorio, in cui le amministrazioni comunali, adiuvate dall’amministrazione centrale, diano la disponibilità di luoghi dove ospitare: non i migranti irregolari, ma chi ha assistenza umanitaria. Su questo ho constatato la disponibilità dei sindaci”.

A Ventimiglia, in particolare, sono stati individuati: una ex caserma di frazione Sealza, dove potranno essere ospitati alcuni nuclei famigliari e Villa Catina, stabile gestito dall’Ancora, che sarà destinato ai minori non accompagnati. Due le caserme a Pigna, in val Nervia: Villa Manfredi e Motta, che se ristrutturate potrebbero ospitare altri nuclei famigliari. Mentre a Bordighera è disponibile uno stabile situato vicino alla sede della Croce Rossa, attualmente in uso alla protezione civile.

Zaki e Regeni: sì ai rapporti con Egitto, ma verità e giustizia

“I rapporti vanno mantenuti con tutti i Paesi con i quali il governo italiano deve avere un colloquio, fermo restando la volontà assoluta dell’Italia di pretendere, come ha già fatto attraverso gli strumenti della magistratura, la verità e la giustizia su quello che qualcuno ha fatto accadere nei confronti di Giulio Regeni e Patrick Zaki, questioni che impegnano il governo italiano nel pretendere il rispetto dei diritti umani e dei diritti internazionali nei confronti di un cittadino italiano”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, a Ventimiglia, rispondendo alla domanda di un giornalista, che chiedeva delucidazioni sul proseguimento dei rapporti militari-commerciali con l’Egitto, malgrado le due questioni ancora in sospeso e in particolare la vendita all’Egitto della seconda nave militare italiana, alla vigilia della dibattito parlamentare sulla concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki.

Targhe monegasche, Mulè: “E’ un’idiozia legislativa che va risolta”

“La questione delle targhe monegasche è una idiozia o idiosincrasia legislativa, che va risolta con una circolare interpretativa che il ministero dell’Interno deve emanare a stretto giro ai compartimenti di polizia stradale per evitare che ci siano quei sequestri e che si debbano pagare 500 euro per un diritto inalienabile della persona che è l’articolo 3 che istituisce il diritto di ogni italiano al lavoro”.

Il sottosegretario Giorgio Mulè da Ventimiglia è intervenuto sul caso delle auto aziendali monegasche condotte da frontalieri italiani e sequestrate dalle nostre autorità di polizia, perché in base al Decreto Salvini gli italiani non possono condurre nel loro Paese auto immatricolate all’estero. Tutto bene per i mezzi francesi, per i quali basta una dichiarazione del datore dei lavoro, ma il Principato di Monaco è Paese extra UE. Per risolvere il problema era stato adottato un emendamento all’interno del Decreto Semplificazioni, ma l’interpretazione restrittiva dei decreti attuativi di quest’ultimo, non è servita a risolvere il problema.

“Quella dei frontalieri per me è un’ossessione – ha aggiunto Mulè – perché è una categoria che è stata bistrattata ed ha diritto di avere delle risposte. Da parlamentare dell’opposizione di Forza Italia ho fatto introdurre un emendamento al decreto approvato e votato a luglio che destinava sei milioni di euro a questa categoria come forma di bonus. Questo bonus non è mai arrivato: adesso che siamo al governo ho telefonato direttamente al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per sollecitare la definizione di questo procedimento”. E conclude: “Il ministro Orlando ha assicurato che da qui a poche settimane quell’emendamento troverà pratica e arriveranno questi benedetti soldi che in maniera colpevole stanno arrivando troppo tardi”.

Il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino sulla questione migranti

“E’ stata una giornata importante anche perché il sottosegretario Mulé, insieme all’onorevole Di Muro, è venuto a visitare la città, concentrandosi su uno degli aspetti più drammatici: l’immigrazione clandestina e la percezione di insicurezza continua che ormai pervade tutta la città”. Lo ha dichiarato il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, a margine dell’incontro con il sottosegretario Mulè.

“Mulé si è attivato e ci ha assicurato che ci saranno rinforzi per le forze dell’ordine, soprattutto per quanto riguarda il suo settore, l’esercito – prosegue il primo cittadino -. E’ ormai risaputo: abbiamo centinaia e centinaia di persone che girano in città e che trovano difficoltà ad attraversare la frontiera. Il dato importante è che fino a qualche mese fa i respingimenti erano di circa 100 persone al giorno, ora sono scesi a 50/60. Vuol dire che da parte della Francia le frontiere sono sbarrate. Questo è un problema. Le frontiere sono sbarrate, ma gli arrivi continuano. Quindi l’impegno del sottosegretario Mulé è quello di cercare di limitare gli arrivi: si deve sapere che a Ventimiglia non c’è un centro di accoglienza e le frontiere con la Francia sono chiuse. Inutile arrivare qui per poi girare per la città e sperare di attraversare le frontiere”».

Ancora Scullino: “Sulla possibilità di ospitare migranti a Ventimiglia: “Per quanto riguarda il nostro impegno, abbiamo avuto diversi problemi per quanto riguarda i minori non accompagnati – ha spiegato Scullino – Spesso girano per la città ragazzi minorenni ed è un dovere della pubblica amministrazione cercare di accudirli. Prima ci affidavamo al buon cuore e al grande senso umanitario delle parrocchie che ci hanno sempre aiutato. Adesso abbiamo avuto la disponibilità di Villa Catina dalla cooperativa l’Ancora che mette a disposizione alcune camere. Per questo la giunta in modo unanime ha approvato di chiedere un finanziamento allo Stato per allestire questi locali per accogliere i migranti minorenni.”

La rete di accoglienza sarà spalmata su tutto il territorio del distretto socio sanitario Intemelio: «Il prefetto Intini aveva fatto riunione con i sindaci dei 18 comuni del comprensorio per cercare edifici, anche abbandonati, da mettere a disposizione – conclude Scullino -. Il sindaco Ingenito ha dato disponibilità. So che anche Camporosso aveva un piccolo appartamento nel centro storico che sicuramente metterà a disposizione, poi aspettiamo altri colleghi sindaci. Ricordo che c’è la possibilità di ottenere finanziamenti (per la ristrutturazione degli edifici, ndr), ma l’accoglienza non deve essere data solo ai migranti: a loro, ma anche alle famiglie italiane in difficoltà”.

Intervista a Giorgio Mulè

Intervista a Gaetano Scullino

Intervista a Vittorio Ingenito

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