Il sottosegretario Molteni visita il Parco Roja di Ventimiglia

Parco Roja: il sottosegretario all'interno Nicola Molteni ha visitato il centro di accoglienza migranti del Parco Roja, accompagnato dal Prefetto di Imperia

Il sottosegretario Molteni visita il Parco Roja di Ventimiglia
Ventimiglia, 08 Settembre 2018 ore 20:24

Parco Roja

“Gli ultimi dati dicono che il settanta per cento di chi presenta domanda di asilo, ottiene un diniego. Ma non è tutto. Abbiamo numeri clamorosi  anche rispetto agli sbarchi: dai centomila del 2017, siamo passati quest’anno a quarantamila con una diminuzione di oltre l’ottanta per cento e negli ultimi tre mesi e mezzo con Matteo Salvini ministro dell’Interno, gli sbarchi sono scesi dai quarantamila dell’anno scorso, a cinquemila, con un record negativo lo scorso mese di maggio”.

Scafisti i nostri nemici

Lo ha dichiarato il sottosegretario all’Interno, onorevole Nicola Molteni (Lega), in serata, a margine della visita al centro di accoglienza migranti del Parco Roya, di Ventimiglia, accompagnato dal prefetto Silvana Tizzano, che ha incontrato poco prima a Imperia, e dalle autorità civili a militari. “Vuol dire che contrastare l’immigrazione irregolare e l’attività degli scafisti, che sono i nostri veri e unici nemici e le partenze – ha aggiunto Molteni – significa anche avere meno morti nel Mediterraneo. Una soluzione che sta portando beneficio a tutto il Paese”.

Accuse alla Francia

“Anni fa, sul fronte immigrazione, qualcuno ha aperto le porte del Paese e si è creata una situazione di emergenza a Ventimiglia. Ora qualcun altro le porta del Paese le sta chiudendo. Ci chiedevamo, dunque, perché qualcuno può blindare le frontiere e qualcun altro, invece, non può chiudere i porti del nostro Paese”. Il sottosegretario Molteni, a Ventimiglia parla anche dei difficili rapporti con la Francia, in tema di immigrazione. Quest’ultima accusata di chiudere le frontiere, accusando nel contempo l’Italia di blindare i porti.

Relocation nel mirino

“Noi, però, abbiamo deciso che solo chi scappa da guerre e persecuzioni, può entrare nel nostro Paese – ha aggiunto -. C’è qualcuno che ha deciso che Schengen può tranquillamente essere sospeso, in qualunque momento, nel corso dell’anno e chi alle parole di solidarietà e accoglienza, non fa seguire i fatti. Ovviamente mi riferisco alla Francia”. Ricordando i dati sulle relocation, Molteni avverte: “Sui circa diecimila eritrei e siriani che dovevano essere accolti, la Francia ne ha fatti entrare 641, forse 642 e sono stati respinti circa quarantamila migranti”.

 

ViDEO INTERVISTA NICOLA MOLTENI

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