“Ancora una volta il Partito Democratico offre il fianco a critiche che rischiano di sfociare nel ridicolo. L’attacco al generale Roberto Vannacci, accusato di ‘dimenticare di essere al governo’, viene definito dai suoi sostenitori come un espediente retorico già visto, utilizzato per rimuovere le responsabilità accumulate negli anni da chi ha governato in precedenza”.
Così il Team Vannacci di Ventimiglia
dopo le polemiche suscitate dal centrosinistra, in seguito alla visita dell’europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, ospite del teatro comunale, giovedì scorso, per un convegno sulla sicurezza
“Un modo, secondo questa lettura – si legge in una nota – per alleggerire la propria coscienza politica puntando il dito contro chi oggi esprime apertamente posizioni che per decenni sarebbero state taciute. I problemi sollevati, si sostiene, non sarebbero infatti frutto di un’improvvisa emergenza, ma l’eredità di politiche passate: anni di gestione giudicata lassista dei flussi migratori, di tolleranza verso ingressi clandestini e di sottovalutazione delle conseguenze sociali e di sicurezza”.
E poi: “A ciò si aggiungerebbe, secondo i critici, la progressiva erosione delle tradizioni e la negazione di un legame tra immigrazione non controllata e fenomeni di delinquenza, accompagnata da una costante d elegittimazione dei temi legati all’ordine e al rispetto delle leggi”.
Da qui l’accusa rivolta a chi oggi critica Vannacci
“Aver contribuito a creare una situazione problematica e pretendere ora di impartire lezioni di coerenza. Attribuire le responsabilità a chi denuncia questi nodi viene definito un atto scorretto, paragonabile alla consegna di un edificio già compromesso per poi accusare il nuovo inquilino di averne scoperto le crepe”.
“Secondo questa posizione, tali critiche non chiariscono le cause dei problemi, ma rivelano piuttosto la difficoltà di assumersi responsabilità politiche. Una mancanza di autocritica che viene ricondotta a un atteggiamento ideologico e pregiudiziale, accusato di privilegiare lo scontro e la delegittimazione dell’avversario rispetto alla proposta di soluzioni concrete”.