Il Consigliere di opposizione nel consiglio comunale taggese Giuseppe Lo Iacono interviene con una nota stampa a margine dei maxi progetti avviati dall’amministrazione del sindaco Mario Conio. In particolare, chiede trasparenza e un confronto pubblico sulle spese sostenute dall’ente a fronte delle grandi opere che interessano il territorio comunale.
Il punto del consigliere Lo Iacono sulle grandi opere taggesi
«Negli ultimi mesi – spiega – il il Comune di Taggia ha presentato una serie di interventi definiti “strategici” per il futuro della città: Park24, pista ciclabile, ricostruzione del ponte sul torrente Argentina (per dovere di cronaca l’ente appaltante, però, in questo ultimo caso, è Regione Liguria ndr) e nuovo polo scolastico alle ex caserme Revelli. Opere importanti, senza dubbio. Ma altrettanto importante è valutare con attenzione costi, coperture finanziarie e ricadute reali, evitando che l’enfasi sul “fare” nasconda il peso economico che tali scelte comportano per la collettività».
«Il progetto Park24, in particolare – ancora Lo Iacono – , rappresenta un investimento che supera complessivamente i 4 milioni di euro, finanziato in larga parte tramite mutui. Questo significa nuovo indebitamento che inciderà sul bilancio comunale per molti anni. È lecito domandarsi se un parcheggio e una riqualificazione urbana, per quanto utili, possano giustificare un’esposizione finanziaria di tale portata in un Comune delle dimensioni di Taggia, soprattutto senza un piano pubblico chiaro sui tempi di rientro economico. Sul fronte della pista ciclabile e della ricostruzione del ponte, i cittadini stanno già vivendo i disagi, mentre il quadro economico complessivo e la quota realmente a carico del Comune restano poco comprensibili e frammentati. La trasparenza non dovrebbe arrivare a opere concluse, ma prima, quando è ancora possibile discutere priorità e alternative. Per quanto riguarda il nuovo polo scolastico alle ex Revelli, è corretto ricordare che una parte rilevante delle risorse proviene dal PNRR. Tuttavia, le varianti e le integrazioni finanziate con fondi comunali hanno già sottratto risorse a capitoli essenziali come manutenzione ordinaria, sicurezza stradale e cura del territorio».
«Serve confronto pubblico sulle priorità di spesa»
«Il punto non è essere contrari alle opere pubbliche – conclude Lo Iacono – . Il punto è chiedersi se l’insieme di questi interventi sia sostenibile, quale sia il livello complessivo di debito del Comune e quali servizi rischino di essere sacrificati nel medio-lungo periodo. Da cittadino, prima ancora che da rappresentante istituzionale, ritengo doveroso chiedere: chiarezza sui costi reali, trasparenza sul debito complessivo, un confronto pubblico serio sulle priorità di spesa. Le grandi opere non devono diventare un fine in sé, né un’eredità pesante per chi verrà dopo. Perché investire sul futuro è giusto, ma farlo senza una visione economica prudente rischia di trasformare un’opportunità in un problema. E oltre al danno, la vera beffa sarebbe accorgersene quando sarà troppo tardi».