"POVERA ITALIA"

“Lo sport non si deve fermare MAI!” l’invettiva dell’ex vice sindaco Sindoni

Alessandro Sindoni torna a far sentire la sua voce dopo le dimissioni e se la prende con tutta la classe politica: "Non solo il Governo, anche l'opposizione ha le sue colpe"

“Lo sport non si deve fermare MAI!” l’invettiva dell’ex vice sindaco Sindoni
Sanremo, 26 Ottobre 2020 ore 12:11

Un post dopo un lungo silenzio e subito una pioggia di commenti. L’ex vice sindaco e assessore allo sport e manifestazioni del Comune di Sanremo tuona contro il nuovo decreto del Premier Conte che oltre a bar e ristoranti ha praticamente chiuso tutto lo sport non professionistico

L’invettiva di Alessandro Sindoni

“Non sono mai intervenuto in piena pandemia, ho sempre accettato le scelte, come uomo e come amministratore, ma così non si fa!!… – sbotta Sindoni, di cui molti invocano il ritorno dopo che la procura ha chiesto l’archiviazione della denuncia di un giornalista – Mesi per decidere, per pianificare, per confrontarvi con le associazioni, con il CONI, per cercare regole ancor più ferree, se del caso, e colpendo gli improvvisati, gli incompetenti, gli irregolari, non quelli che seriamente, e con tanti sforzi economici hanno fatto di tutto per mettere in sicurezza la loro clientela. Perché non consentire lezioni private, lezioni con limitazioni di persone e a distanza, ecc ….. Così è troppo facile! Un semplice e banale: “Si chiude!”………. Lo Sport non si deve fermare MAI! Per lo meno in questo modo….”.

Sindoni precisa di non avercela solo con il Governo, ma con gran parte della classe politica del paese, compresa l’opposizione. “La mia critica va alla classe politica in generale, non solo al Governo. Anche all’opposizione in questi mesi non è stata capace di avanzare proposte concrete, di non far mai abbassare la guardia al Governo!!! A cosa servono interpellanze parlamentari, incontri nelle commissioni, il Parlamento, se non a questo? Magari si potevano preparare strutture sanitarie pre ospedaliere dove curare e monitorare le persone prima ancora che ospedalizzarle, rimettere in gioco i medici di base per non mandare al collasso i Pronto. A maggio, appena siamo tornati alla “normalita’”,  avrebbero dovuto già mettersi al lavoro. E invece siamo a rincorrere gli eventi! Povera Italia, poveri noi!”.

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