“Nella seduta del consiglio comunale in cui il “patto della focaccia” ha riportato ufficialmente in giunta Antonio Gagliano – defenestrato solo pochi mesi fa e poi riabilitato – il nervosismo del sindaco e della sua maggioranza è stato evidente.
Si è infatti assistito a gesti di stizza di Scajola mentre parlava animosamente con la segretaria comunale e l’assessore Roggero durante la discussione sul nuovo contratto di locazione di villa Grock, pratica sulla quale la maggioranza ha fatto uno scivolone e dovuto – quindi – accettare l’emendamento delle opposizioni al testo” così in una nota Lucio Sardi (Avs), consigliere di minoranza del Comune di Imperia.
Lucio Sardi: “Come si fa a dire che il viadotto della SS28 non riguarda Imperia”
E poi: “Peggio ancora è andata durante la discussione della mozione sul viadotto Uveghi della strada statale 28, che rimarrà almeno per un anno abbondante (ma è una stima più che ottimistica di Scajola) a corsia unica e con il semaforo. Un esito definito un “successo” e il cui merito, per alcuni esponenti della maggioranza, sarebbe da riconoscere alle doti persuasive sulla tecnica ingegneristica del sindaco, senza il quale si sarebbe arrivati alla chiusura del viadotto.
Definire una cosa positiva e un merito questo esito (detto che la chiusura sarebbe stata una mazzata terribile per il ponente e la nostra città) da chi continua a chiedere nuove infrastrutture e non sa occuparsi che quelle esistenti non vadano in malora per incuria, è poco serio.
E aggiunge: “Quanto poi alla bislacca teoria dei peones della maggioranza (tra cui ha spiccato il presidente Vassallo) che hanno anche tentato di sostenere la tesi secondo cui questo non sia un argomento riguardante la città, caliamo un velo pietoso. Secondo le menti più acute della maggioranza, se la principale arteria che collega la nostra città e il nord, di cui si servono residenti, lavoratori e turisti, viene chiusa o limitata nella sua capacità in un tratto fuori dai consumi comunali, non saremmo di fronte a un problema di competenza o interesse del consiglio comunale o dell’amministrazione cittadina.
Nel suo intervento, il sindaco non si è discostato da questa incredibile lettura e non si è neanche degnato di confrontarsi con le proposte della mozione per cercare di mitigare i pesanti effetti che comporterà la confermata riduzione, per un lungo tempo, a una corsia unica del traffico sul viadotto.
“Visto il recente episodio di coda chilometrica verificatasi in un fine settimana di bassa stagione, il controesodo di Pasqua rischia di trasformarsi in un martirio per chi dovrà tornare in auto verso le città del nord.
Che l’esito del tentativo di mettere la polvere sotto il viadotto si sia rivelato fallimentare è emerso con chiarezza quando Scajola ha ripetutamente tentato di interrompere la replica del presentante della mozione mettendosi a urlare (non a giudizio di Vassallo, che ha assistito inerme come una statua di cera di Madame Tussauds) per poi abbandonare l’aula.
Un comportamento al solito prepotente e inaccettabile, frutto di un nervosismo invece comprensibile, visti i problemi che il suo modo di amministrare stanno creando per il comune e la città.
“Che la maggioranza e la giunta Scajola siano in uno stato di difficoltà e confusione lo dimostra infatti la vicenda del porto turistico – con il ritiro del bando di gara rivelatosi in contrasto con la normativa europea. Stesse problematiche anche per la più modesta e semplice vicenda del bosco urbano, che ormai pare ridotto a un po’ di aiuole e cespugli e sovrastato dai pilastri del nuovo supermercato delle ferriere, dove gli eucaliptus del lungomare Vespucci sono stati mutilati per non disturbare la colata di cemento di quell’opera.
Scendendo ancora di complessità e utilità dell’opera, la realizzazione dell’assurdo pettine della ciclabile di via Schiva è in fase di realizzazione con modalità pericolose (per avere un percorso pedonale segnato si è dovuto attendere l’investimento di un pedone) e imbarazzanti.
“Una situazione da cui si coglie la tentazione di Scajola di cercare un più tranquillo “esilio dorato” con una candidatura in parlamento, usando la scusa di non avere la possibilità di fare un terzo mandato da sindaco.
Uno scenario che, al di la’ della sfilza di nuovi annunci (Scajola ha addirittura rispolverato la barzelletta dell’arrivo dell’America’s Cup, già vecchia venti anni fa), è tutt’altro che trionfalistico per un sindaco che, visto il tema, appare più orientato verso il viadotto del tramonto.